Da opera d'arte a lezione in classe

La storia degli emigrati veneti diventa un progetto didattico di internazionalizzazione inclusiva

Questa mattina ENGIM Veneto Oderzo e l’Associazione Trevisani nel Mondo hanno siglato il protocollo di intesa, prima scuola in Veneto, per lo studio della storia dell’emigrazione veneta in classe. «Le associazioni come la nostra - ha spiegato il Presidente dell’Associazione Internazionale Trevisani nel mondo Guido Campagnolo - devono partire dalle scuole. Questo accordo, il primo siglato in Veneto, che segue il protocollo di intesa siglato col MIUR ha lo scopo proprio di favorire, in modo documentato ed autorevole, la storia della migrazione veneta. Dal prossimo anno scolastico sarà materia di approfondimento obbligatoria in tutte le scuole di ogni ordine e grado».

Nell’occasione l’associazione ha consegnato all’Engim di Oderzo e ai vincitori del SIGEP 2019 un riconoscimento per premiare la loro attenzione al tema degli emigrati veneti. Contenuti dell’accordo ENGIM Oderzo - Trevisani nel mondo. I ragazzi dell’Engim potranno attingere a materiale cartaceo esclusivo e, soprattutto, ad esperienze raccontate dal vivo dai “protagonisti”. Gli studenti avranno la possibilità di essere in collegamento diretto con i circoli esteri della “Trevisani nel Mondo” che potranno non solo “raccontare” loro storie ed esperienze vissute e far rivivere le motivazioni di scelte sofferte e forzate ma anche dare informazioni ed assistenza ai giovani che tutt’ora lasciano l’Italia.

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Il senso del progetto è riassunto nelle parole con le quali i ragazzi della scuola opitergina hanno commentato la vittoria al contest Young Ideas: «Conoscere la sofferenze, le difficoltà ed i successi degli emigranti veneti, per noi significa saldare un debito di gratitudine con quanti, con la loro scelta di emigrare, hanno contribuito allo sviluppo del Veneto e delle nostre comunità. Questa creazione artistica ha voluto essere un omaggio alla loro ed alla nostra storia». Opportunità sicuramente in grado di contribuire a creare sentimenti di empatia verso gli immigrati che oggi troviamo come vicini di casa o compagni di banco.

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