Claris Leasing, Cisl chiede certezze per lavoratrici e lavoratori

Ore decisive per il futuro della società trevigiana in liquidazione coatta. Sulla vicenda è intervenuto Massimiliano Paglini, segretario generale della First Cisl Belluno Treviso

TREVISO Sono ore di attesa per i dipendenti di Claris Leasing, società controllata da Veneto Banca in liquidazione coatta. Dopo la notizia circolata ieri della vendita a Credito Valtellinese della ‘sorella’ Claris Factor, si rincorrono voci dell’acquisizione da parte di Cassa Centrale Banca. Anche per la Leasing si prospetta una cessione ad un Gruppo Bancario nazionale, seppur in un contesto un po’ diverso rispetto alla Factor, soprattutto a causa delle decisioni assunte da parte della dirigenza della Claris Leasing di non aderire più all’Associazione Bancaria Italiana e di conseguenza con il rischio nemmeno tanto remoto di minori tutele per le lavoratrici ed i lavoratori che non sanno, ad oggi, quale Contratto nazionale di categoria sarà loro applicato.

Tutto ciò con il rischio che, in presenza di tensioni occupazionali, non si possano utilizzare gli ammortizzatori sociali del Credito, oltre che nessuna garanzia in materia di tutela della mobilità e delle professionalità maturate. Ed ancora all’interno di una gestione del personale alquanto dubbia e non priva di ombre e zone grigie, pur riconoscendo che la grande abnegazione e le ottime competenze delle maestranze hanno consentito di ottenere importanti risultati operativi nella storia decennale di questa azienda. La società - va ricordato - detiene un portafoglio di crediti in bonis di circa 700 milioni di euro e ha un patrimonio di circa 70 milioni. Il bilancio 2017 dovrebbe essere approvato la prossima settimana.

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In merito alle zone d’ombra che si sono manifestate nei mesi scorsi, la First Cisl Belluno Treviso ha provveduto a fare denuncia presso gli organi competenti affinchè vengano verificate eventuali omissioni contributive previdenziali ed eventuali inadempienze contrattuali. “Denunciamo con forza il perdurare di un atteggiamento ostile e vessatorio verso i dipendenti messo in campo dal direttore generale - da quando alcuni di essi si rifiutarono di transare una conciliazione tombale omnicomprensiva in merito alle trasferte forfettarie – che ha avuto il suo apice con la rinuncia della società ad aderire ad A.B.I., senza nessun coinvolgimento del sindacato - spiega Massimiliano Paglini, segretario generale della First Cisl Belluno Treviso – da qui la decisione di formulare gli esposti.” “Se poi, dopo la cancellazione da ABI, l’attuale Direzione avesse l’obiettivo di bypassare i diritti d’informativa – conclude Paglini - dal momento che nessuno ha ufficializzato nulla alla First Cisl, agiremo nelle rispettive sedi. È evidente che si pone un pesante problema se permarrà l’attuale Dirigenza, per questo auspichiamo che la nuova proprietà rimuova l’attuale dirigenza che riteniamo l’artefice di tutti i mali sopraccitati. Se ciò non dovesse accadere mobiliteremo il personale della Claris Leasing”.

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