Coronavirus, due medici trevigiani ricoverati in Rianimazione

Gli ultimi aggiornamenti a un mese esatto dall'inizio dell'emergenza nella Marca. Electrolux di Susegana chiusa fino al 14 aprile. Rientrati i 5 trevigiani bloccati a Lanzarote

E' trascorso un mese esatto dall'inizio dell'emergenza Coronavirus nella Marca. L'epidemia continua ad avanzare e l'ospedale Ca' Foncello resta uno dei presidi più colpiti dell'intera provincia.

Come riportato da "La Tribuna di Treviso", proprio nell'ospedale trevigiano è ricoverato uno dei due medici che ha iniziato a manifestare i sintomi del virus poche settimane fa. Oggi si trova ricoverato in Rianimazione e respira solo grazie ai macchinari. La stessa sorte che è toccata a un altro medico trevigiano in ospedale a Montebelluna. Le sue condizioni di salute si sono aggravate a causa di una polmonite. Ricoverato in Rianimazione sta lottando in isolamento per riuscire a sconfiggere il virus.

Electrolux chiusa fino al 14 aprile

Dopo l'annuncio del primo dipendente contagiato, l'azienda di Susegana ha annunciato la chiusura dello stabilimento fino al 14 aprile quando avverrà una riapertura parziale, a orario ridotto. Resteranno aperte solo la divisione ricerca e sviluppo, quella che si occupa dei server (di Pordenone), il magazzino ricambi di Porcia (con orario ridotto) e le portinerie. Tutti i lavoratori sono stati messi in cassa integrazione. Ai lavoratori, per non perdere reddito, è stata offerta l’opzione di trasformare parte della cassa integrazione con copertura di ferie o permessi. Banca ore da comunicare entro il 27 marzo. Fiom ha chiesto la maturazione dei ratei (tredicesima, ferie) e l’azienda si è riservata di valutare la richiesta. Dopo le festività pasquali, l'attività potrebbe riprendere con turni di sei ore e due di cassa integrazione.

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Rientrati i trevigiani bloccati a Lanzarote

Dopo un viaggio durato più di 40 ore e divisi in due diversi gruppi sono rientrati a casa i 5 giovani trevigiani bloccati a Lanzarote. Il loro volo di ritorno con  Ryanair era stato cancellato a causa dell'emergenza sanitaria scoppiata in Veneto nelle scorse settimane. Alla fine la situazione si è sbloccata grazie alla compagnia Neos che ha messo a disposizione un suo volo charter dal prezzo di 335 euro a testa. Il viaggio di ritorno è stata una vera e propria odissea. Per fare ritorno a Treviso i 5 viaggiatori partiti a fine febbraio hanno preso navi, traghetti, aereo e taxi ma alla fine sono arrivati a destinazione. Non potendo atterrare a Treviso dal momento che lo scalo è chiuso, i ragazzi sono arrivati a Milano. Una volta in Italia non hanno potuto abbracciare i loro familiari. Come richiesto dalla procedura di sicurezza, infatti, dovranno rimanere per due settimane in isolamento preventivo prima di rivedere i loro cari.

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