Amianto a Meduna, Zanoni chiede al sindaco un intervento immediato

Il consigliere regionale invita il sindaco Fantuz a prendere provvedimenti immediati. A pochi metri dal deposito di amianto ci sono 285 bimbi di scuole medie ed elementari

Foto d'archivio

MEDUNA DI LIVENZA “Il sindaco di Meduna, l’onorevole Marica Fantuz, mi attacca sulle dichiarazioni sulle coperture di eternit contenenti amianto dati alla mano. In realtà mi sta dando ragione: negli ultimi due anni non è stato fatto niente per sanare questa pericolosa situazione.

Il primo cittadino afferma che c’è stato un intervento di una ditta specializzata nel 2016? Bene, almeno sulla matematica siamo d’accordo. Dai documenti in mio possesso risulta proprio che l’ultimo intervento è stato fatto dalla ditta Nekta Servizi Srl, tra il 31 agosto e per la prima settimana del settembre 2016, poi più nulla. In quell’occasione sono stati asportati 500 metri quadri di coperture di amianto pari al 15 % del totale, lasciando sul posto circa 2800 metri quadri, l’85% della copertura degradata. E da allora il Comune di Meduna non si è mosso per la bonifica. Il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni replica al sindaco Fantuz sul caso amianto, tema su cui ha presentato anche un’interrogazione, rispondendo dettagliatamente alle critiche. “La rassicuro: prima di interessare la Giunta regionale ho utilizzato più fonti per accertare la grave situazione amianto della Cdm, sono stato due volte sul posto e mi è bastato percorrere la via pubblica che costeggia l’ex stabilimento  per rendermi conto del degrado della copertura contenente amianto. L’ho fatto io che abito a un’ora di strada, poteva farlo anche il sindaco. Ma non solo: ho visionato un video realizzato con drone e infine le foto aeree di Google Earth accessibili a tutti, al sindaco come ai residenti. Quello che ho potuto constatare non lascia scampo. Da anni - continua l’esponente democratico trevigiano - mi occupo di ambiente anche dal punto di vista professionale e mi sono imbattuto in queste coperture più volte, posso però confermare di non aver mai visto prima una situazione di tale degrado. Ricordo al sindaco che le volatilissime fibre di amianto solo nel 2017 hanno causato 6000 decessi in Italia e decine di migliaia di nuovi malati di asbestosi polmonare, placche pleuriche, ispessimenti pleurici, mesotelioma pleurico, mesotelioma pericardico, mesotelioma peritoneale, mesotelioma della tunica vaginale del testicolo, tumore del polmone, tumore della laringe, tumore dell’ovaie”.

“Sul fatto poi di non averla avvisata direttamente - aggiunge Zanoni - mi risulta che lo abbiano fatto tre consiglieri di minoranza, scrivendole una dettagliata lettera ancora in data 4 giugno 2018. La stessa Arpav con una lettera indirizzata al Comune addirittura il 7 settembre 2016 faceva presente che in caso di inerzia della proprietà della Cdm l’amministrazione comunale doveva avviare un procedimento amministrativo allo scopo di imporre l’effettuazione del programma di controllo manutenzione e bonifica. Perché, quindi, nonostante le richieste di Arpav e opposizioni, in due anni non è stato fatto più nulla? Penso che in una situazione di tale degrado non ci sia spazio per le polemiche e le chiacchiere ma solo per i fatti. Perciò invito il sindaco ad essere più collaborativo con le minoranze del Consiglio comunale e soprattutto a provvedere con estrema urgenza e senza ulteriori ritardi a imporre la bonifica come previsto dalle vigenti leggi. A due passi da quei tetti malconci trascorrono ogni giorno diverse ore 285 bambini di medie ed elementari”.

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