Ascom torna a criticare il progetto del Put a Oderzo: «Troppe problematicità»

L'associazione ha rilevato forti criticità nel Piano urbano del traffico opitergino, a partire dal mancato rispetto del percorso di concertazione atteso dai rappresentanti del commercio

Via Garibaldi a Oderzo (Foto d'archivio)

Il progetto del Put a Oderzo continua a tenere banco in paese. A riportare la notizia al centro delle cronache nelle ultime ore è stata l'Ascom opitergine che ha rilevato forti criticità all'interno del Piano urbano del traffico.

Ascom intende ora entrare in dettaglio nelle osservazioni critiche e costruttive, nella speranza che il confronto possa essere riaperto. «Prima di introdurre il Put - dichiarano - sarebbe preferibile chiudere l’anello della tangenziale, con il completamento della Circonvallazione Sud, al fine di fluidificare l’intero sistema viario. La rivitalizzazione del centro cittadino è un obiettivo irrinunciabile per Ascom ed è in tale ottica che formuliamo le seguenti osservazioni. Nella relazione illustrativa del P.G.T.U., vengono esplicitati obiettivi “di varia natura riguardanti la regolazione delle diverse funzioni e componenti di traffico”. Tra questi obiettivi - continua Ascom - viene data particolare evidenza alla necessità di tutelare il nucleo storico cittadino e le zone residenziali, rendendoli più fruibili; di aumentare i livelli di sicurezza per l’utenza debole; di ridurre l’inquinamento atmosferico, acustico e di contenere i consumi energetici. Tali obiettivi sono tutti sicuramente meritevoli di attenzione, tuttavia essi appaiono contraddetti dalle stesse azioni previste dal Put, attraverso le quali si intenderebbe raggiungerli.

Le tipologie di intervento prevedono in generale: il redirezionamento dei flussi; la realizzazione di zone 30; il riassetto della sezione stradale; il ridisegno dei nodi; la creazione di una gerarchia della rete stradale che miri a convogliare i flussi di attraversamento sulla viabilità principale, ai margini del centro abitato e storico. Si tratta di una strategia che sul piano generale appare condivisibile. Analizzando, invece, gli interventi proposti nello specifico (circa una ventina) appare che la maggior parte di essi contempli, accanto alla realizzazione delle Zone 30, anche l’inserimento di sensi unici. Riteniamo efficace l’adozione delle Zone 30, anche mediante l’uso di elementi di arredo urbano, in quanto avrebbero l’effetto di rallentare la velocità dei veicoli e di salvaguardare l’utenza debole. È invece inaccettabile l’adozione dei sensi unici in quanto, come è noto, causano la redistribuzione dei veicoli su altre strade, con molteplici effetti negativi: l’allungamento dei tragitti, l’aumento generale delle emissioni, l’aumento della velocità nella circolazione e dell’insicurezza, a danno degli utenti deboli. In alternativa alla realizzazione di nuove piste ciclabili, si ritiene che possa essere utilizzato in maniera efficace il sistema delle “Aree a preferenza ciclabile” proposte nello stesso piano. Con tale sistema, si possono adottare tutti quegli accorgimenti che permettono la coesistenza dell’utenza debole, dei veicoli in transito e della sosta, favorendo una maggiore accessibilità delle aree centrali da parte di tutti, mantenendo l’opportunità di accesso anche da parte dei clienti diretti ai negozi. In caso contrario, aumenterebbero le difficoltà di gestione della attività commerciali. In alcuni casi, come in via Garibaldi, alcuni operatori potrebbero essere costretti a chiudere, qualora le piste ciclabili impedissero il carico scarico della merce. Per riaprire il confronto su questi temi - conclude Ascom - si dichiara disponibile a incontrare a breve l’Amministrazione comunale per esporre in dettaglio le proprie proposte.

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