Assegno unico per figlio: ecco la nuova campagna social del Centro della Famiglia

Il presidente Francesco Pesce: “Le famiglie non possono più aspettare, serve un impegno concreto. Chiediamo di istituire l’assegno unico di 250 euro al mese per figlio”

Pesce e Bordignon

Ha già raccolto decine e decine di sostenitori, tra i quali esponenti del mondo produttivo, accademici, big della politica e campioni dello sport, oltre a tantissimi trevigiani. È la campagna promossa dal Centro della Famiglia di Treviso per spronare il Governo a istituire l’assegno unico di 250 euro al mese per figlio. “Un atto ormai irrinunciabile e non procrastinabile per sostenere le famiglie - secondo Francesco Pesce, presidente del Centro della Famiglia - che rappresenta inoltre un segnale importante, proprio in tema di politiche per la famiglia, per combattere il più che preoccupante tasso di denatalità che affligge il Paese, e dal quale la Marca Trevigiana non è certo immune”.

Se già a ottobre scorso il Centro della Famiglia, penna alla mano, si è rivolto direttamente ai parlamentari veneti appellandosi a un loro intervento sulla questione, evidenziando l’esigenza di ottenere una risposta positiva dal Governo, ora allarga la chiamata. Ha preso via in queste ultime settimane la campagna “Ci metto la faccia challenge #assegnounico” che vede già coinvolti testimonial di eccezione provenienti dal mondo imprenditoriale, come il presidente di Confcommercio Federico Capraro, Valentina Cremona presidente di Terziario Donna Treviso, Velina Cristizio Bianco di Unicef, esponenti politici e amministratori locali come il sindaco del capoluogo Mario Conte e di Silea Rossella Cendron, ma anche campioni dello sport, ed ecco i nomi del capitano della Benetton Rugby Alberto Sgarbi o i giocatori di Treviso Basket come Jordan Parks e Aleksej Nikolic, fino al Vescovo di Treviso mons. Michele Tomasi. Tanti volti con tanto di maglietta della campagna indossata, vengono ritratti e pubblicati sui canali social del Centro della Famiglia di Treviso per dare voce a un movimento “unico” trasversale e di popolo. E l’invito è di estendere il challenge #assegnounico a tutti i trevigiani.

Occorrono dagli 8 ai 10 miliardi. Risorse che si potrebbero reperire, anche in parte, già in questa legge di bilancio. Una possibilità è quella di intervenire sulle risorse incassate dall’Inps con gli importi versati dai datori di lavoro e dallo Stato per gli assegni famigliari. Si tratta di 8,6 miliardi, di cui solo 5,3 erogati. I restanti 3,3 miliardi potrebbero essere utilizzati proprio per sostenere l’assegno unico. “È una questione di scelte politiche - per Francesco Pesce, presidente del Centro della Famiglia di Treviso - L’economia può ripartire se metti 250 euro in tasca alle famiglie e nello stesso tempo questa misura sarà un segnale chiaro del valore di ogni famiglia e di ogni nuovo nato per la nostra società”. Gli fa eco Adriano Bordignon, direttore del Consultorio del Centro della Famiglia “le famiglie, anche in questa legge di bilancio, sembrano essere sempre il fanalino di coda. Non basta nemmeno lo spauracchio della crisi demografica che coinvolge anche il futuro delle pensioni, del welfare e della sostenibilità di tutto il paese. E il nostro territorio, i dati parlano chiaro, non ne è esente. Aspettare un anno equivale a dire migliaia di culle vuote - sottolinea Bordignon”. “Confidiamo che la sfida per l’assegno unico venga raccolta anche dal nostro territorio - fanno appello Pesce e Bordignon - Aspettiamo i parlamentari veneti, i sindaci, ma anche assessori, imprenditori e i cittadini, perché ci mettano la faccia e vengano a farsi una foto con le magliette #assegnounico al Centro della Famiglia di via San Nicolò a Treviso”.

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