Bambina disabile lasciata senza sostegno a scuola: il caso finisce in Regione

A Paese una bambina di 10 anni con disturbi della coordinazione motoria è rimasta senza assistenza scolastica per 21 ore la settimana. Presentata un'interrogazione sul caso

Foto d'archivio

«Non si può privare una bambina del diritto allo studio perché manca il mediatore Lis (Lingua italiana dei segni). L’Ulss deve trovare quanto prima un sostituto e nell'attesa non dovrebbe impedire alla madre di assisterla in classe».

Ad affermalo è Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico che ha presentato nelle scorse ore un’interrogazione sul caso, avvenuto a Paese, di una bambina di 10 anni con disturbi della coordinazione motoria rimasta priva di assistenza scolastica per 21 ore la settimana, su un totale di 28, poiché manca il mediatore e l’attuale insegnante di sostegno non conosce la Lis. «La piccola - continua l’esponente dem - soffre di disprassia, un disturbo che causa il blocco dei muscoli facciali: la sua bocca non riesce ad articolare i suoni. La situazione è nota da tempo, ma il problema si ripresenta periodicamente: in passato la famiglia ha pagato di tasca propria un assistente alla comunicazione, spendendo fino a 1.200 euro al mese. Adesso ha in mano una sentenza del Tar che le dà ragione, però il quadro non cambia. L’Ulss 2, in collaborazione con una cooperativa sta cercando personale da formare, i tempi tuttavia sono lunghi. La madre si è proposta di stare in classe con lei, in modo da aiutarla ed evitare che resti parcheggiata tra i banchi inutilmente. Niente fa fare, la scuola ha detto no.  È però grave che si arrivi a questo punto, visto che non è un’emergenza improvvisa. La Regione intervenga con urgenza per porre fine al caso, non si può negare a una bambina il diritto allo studio» conclude Zanoni.

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