Bollette dell'acqua meno costose: diminuiscono i ritardi nei pagamenti

L'amministratore delegato di Ats: «Sono gli effetti della tariffa "leggera” e dei contributi erogati alle fasce deboli. Una buona pratica per tutto il settore pubblico»

Bolletta leggera e contributi alle fasce deboli, di cui la parte integrativa erogata direttamente da Ats rappresenta una porzione fondamentale.  E' questo il mix che ha portato dal  2016 al 2018 ad un calo della morosità degli utenti di Alto Trevigiano Servizi di oltre il 10%  nell'ultimo biennio mentre le sanzioni  applicate, tra cui la riduzione della portata o il distacco completo dell'utenza, scese del 25%.

«La morosità delle bollette – ha spiegato l'amministratore delegato di Alto Trevigiano Servizi, Pierapaolo Florian – è un evidente riflesso delle difficoltà di molte famiglie in seguito alla crisi economica i cui effetti non si sono ancora esauriti. Ma il sistema di “ammortizzatori” della spesa per l'acqua messi in campo, tra i contributi erogati sulla base della normativa nazionale e quelli integrativi messi in campo da Ats, dimostra di funzionare». Su un'utenza complessiva di oltre 208 mila unità la morosità lieve è infatti passata dai 45.426 casi del 2016 ai 44.586 del 2018, mentre le riduzioni della portata del contatore sono scese dalle 6.451 del 2016 alle 5.344 dello scorso anno, con una flessione anche dei distacchi totali passati, nello stesso periodo di riferimento, da 787 a 520. «Situazioni limite che toccano poco più del  2% sul totale dell'utenza - spiega Florian – ma anche numeri che continuano a descrivere una situazione di precarietà della condizione economica di molti nuclei famigliari rispetto a cui teniamo alta la soglia di attenzione. Quando si parla di povertà o di rischio marginalità economica e sociale non esistono valori “fisiologici”, il nostro obiettivo resta quello di ridurre ai minimi termini l'impatto negativo sulle fasce deboli della tariffa per l'acqua, attestata comunque a 1,94 euro al metro cubo, molto al di sotto dei 2,12 di media nel nord est, dei 2,15 a livello nazionale e soprattutto dei 3,16 che è il costo medio europeo. Ad oggi – puntualizza l'amministratore delegato di Alto Trevigiano Servizi – le utenze che hanno ottenuto il sostegno rappresentato dal bonus idrico nazionale e da quello integrativo deciso autonomamente da Ats sono 3.465. Ma la morosità si annida in situazioni particolari, che possono essere rappresentante da una momentanea difficoltà di liquidità in una fase storica in cui gli equilibri economici di tanti  sono a rischio destabilizzazione anche dal sopraggiungere di spese straordinarie e impreviste. Per questo il regolamento approvato dai Comuni prevede la possibilità di rateizzare gli importi quando questi siano significativamente superiori alla media di fatturazione».

In numeri assoluti il maggior livello di morosi dell'acqua si è raggiunto nel 2018 a Treviso, dove i solleciti hanno toccato quota 7.283. Al secondo posto Montebelluna, con 3.873. Il numero più alto di riduzioni della portata corrispondono ancora al capoluogo con 727 interventi  ma spiccano anche i 491 casi di Montebelluna, i 417 di Castelfranco, i 244 nel comune di Paese. “Regina dei distacchi” è ancora Treviso, con 52 casi, seguita da Montebelluna con 50, Castelfranco con 39 e Paese con 29 casi. I dati relativi al bonus idrico collocano ancora Treviso in cima alla graduatoria, con 266 utenze che godono delle facilitazioni nazionali e locali, seguita da Montebelluna con 216 e Spresiano con 193. «Al netto di chi “può” e non vuole pagare – ha concluso Florian – è evidente che, rispetto alle condizioni materiali di fasce che non è giusto definire “residuali” della popolazione nel nostro territorio, esistono ancora sacche di disagio e difficoltà che vanno prese in considerazione. Situazioni che, una logica di rafforzamento della coesione sociale,  devono essere affrontate con politiche pubbliche a 360 gradi soprattutto nell'ambito dei costi dei servizi. Gli sforzi di Alto Trevigiano Servizi nel  mettere in campo politiche sociali sulla base di quanto viene deciso dalle amministrazioni pubbliche, rappresenta una buona pratica che, alla luce dei risultati ottenuti, dovrebbe consolidarsi come punto di riferimento anche per altri».

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