Revoca dell'affidamento dei profughi: "Pronti a girare le quote societarie al Ministero"

Il legale rappresentante della cooperativa Nova Facility, Gianlorenzo Marinese, contesta l'annullamento del bando di Cona: "Siamo stanchi di essere accostati a mondi grigi e di sentir parlare di business dell'immigrazione"

CASIER "Siamo pronti a girare le quote societarie di Nova Faciility relative al ramo accoglienza miranti al Ministero dell'Interno, così costi e ricavi sarebbero completamente a beneficio pubblico. Siamo stanchi di essere accostati a mondi grigi e di sentir parlare di business dell'immigrazione. Che sia lo Stato a gestire l'azienda. Non vediamo possibile il taglio dei servizi necessari all'integrazione e dubitiamo che parteciperemo a bandi di gara che non ci consentirebbero di renderli. Pertanto, a tutela degli accolti e dei moltissimi dipendenti, auspichiamo che si possa in questo modo continuare a garantire diritti e dignità ad ospiti e lavoratori. Questa la nostra unica risposta pubblica alla revoca degli affidamenti appresa a mezzo stampa". A parlare è Gianlorenzo Marinese, legale rappresentante di Nova Facility, cooperativa che gestisce vari centri di accoglienza per migranti, tra cui la caserma "Serena"di Dosson.

La reazione sdegnata di Marinese è dovuta all'annullamento del bando, da 16 milioni di euro, per la gestione dell'Hub veneziano di Cona (quasi 800 richiedenti asilo). La cancellazione della Prefettura è avvenuta dopo la pubblicazione di una direttiva del Viminale. L'obiettivo dichiarato del ministro degli Interni, Matteo Salvini, è infatti quello di chiudere i centri di accoglienza nell'arco dei prossimi mesi: dunque la scelta è, per ora, quella di continuare con l'attuale cooperativa che gestisce Cona ma che era finita sotto inchiesta da parte della Procura di Padova (da qui la decisione, poi revocata, di un nuovo bando).

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