Cassamarca non fa sconti sulla torre dell'Appiani: «Sarà venduta a 30 milioni»

Doccia fredda per la Camera di Commercio di Treviso che ora rischia di non poter trasferire la sede da Piazza Borsa per i costi troppo elevati. Decisione unanime di Fondazione

Le torri dell'Appiani in Piazza delle istituzioni a Treviso

Fondazione Cassamarca e il Consiglio di amministrazione della società strumentale Ca’ Spineda Srl, riunitisi martedì 18 febbraio per esaminare la questione dei rapporti con la Camera di Commercio di Treviso e Belluno, all’unanimità, e con la piena condivisione dei rispettivi collegi sindacali, hanno ribadito di non poter vendere la “Torre C” in Area Appiani a un prezzo inferiore a 30 milioni di euro.

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Un annuncio che suona come una doccia fredda per la Camera di Commercio trevigiana che nei giorni scorsi, con una perizia, aveva chiesto a Fondazione di pagare l’immobile 23 milioni di euro ritenuti però una cifra non accettabile dall'ente trevigiano. La decisione di Cassamarca potrebbe lasciar intendere che Fondazione non abbia Camera di Commercio come unico acquirente per la Torre. Potrebbe esserci la possibilità di vendere l'edificio a più enti, dividendolo per piani. Il braccio di ferro, per il momento, continua in attesa di una nuova mossa da una delle due parti.

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