Eureka, quando l’innovazione sociale si fa risorsa per il territorio

La Cooperativa conta 226 dipendenti dei quali 84 sono persone fragili inserite nel mondo del lavoro. Il presidente Enrico Pozzobon: "Una persona che non lavora è un costo per la comunità. È fondamentale creare lavoro e nuova economia"

CASTELFRANCO VENETO Con una percentuale del 37% di soci lavoratori con fragilità, la Cooperativa sociale Eureka, con sede a Castelfranco Veneto, è un esempio concreto di quanto il perseguire l’interesse generale della comunità, attraverso l’inserimento di persone svantaggiate nel mondo del lavoro, rappresenti una risorsa anche dal punto di vista dell’impresa. Eureka, leader regionale nel settore delle lavanderie industriali, conta oggi 226 dipendenti, 84 dei quali sono persone fragili per disabilità, per disagio psichiatrico, per problemi di dipendenza. Persone a forte rischio di esclusione sociale e in particolare dal lavoro. In soli 4 anni la coop, con 149 dipendenti nel 2014, è costantemente in crescita produttiva e occupazionale. Ha saputo innovare i processi organizzativi e qualificarsi come impresa di eccellenza nel settore in cui opera, organizzando la produzione secondo la filosofia della lean production e investendo ogni anno in innovazioni tecnologiche d’avanguardia. Tale scelta ha permesso a Eureka di essere maggiormente competitiva nel mercato di riferimento e di ampliare le opportunità di lavoro per le persone disoccupate del territorio, in particola quello della Castellana. Fedele alla sua mission, non crea solo posti di lavoro, ma prende in carico la persona in situazione di svantaggio, offrendole un impiego adeguato e capace di valorizzare le sue competenze e specificità. Questa è stata la carta vincente che ha consentito alla Cooperativa di raggiungere con successo il suo obiettivo principale ma allo stesso tempo di crescere ed essere forte nel mercato, fino a diventare un importante leader in Veneto.

Molte delle persone svantaggiate provengono dalla cooperativa sociale L’Incontro che, da 25 anni, opera nel campo della riabilitazione psichiatrica. Nel tempo, tra le due cooperative e le altre del Consorzio In Concerto, del quale fanno parte, si è generata una vera filiera sociale, che parte dal supporto delle persone con problemi psichiatrici, riabilitati all’interno dei centri de L’Incontro, fino all’inserimento lavorativo in Eureka. Dopo un breve periodo di tirocinio, necessario a capire se la persona è pronta ad affrontare un regime lavorativo regolare, i dipendenti vengono inquadrati con un contratto a tempo indeterminato e diventano soci della cooperativa a tutti gli effetti. Dentro il futuristico stabilimento castellano, le mansioni che svolgono sono le più diverse: operatori al mangano (la macchina che asciuga e stira la biancheria piana), operatori al guardaroba aereo (soprattutto nella fase di appendimento dei capi alle grucce), operatori alla cernita (nella fase iniziale dove i diversi capi di biancheria piana vengono divisi per tipologie). Un percorso che ha lo scopo di rendere più solida la partecipazione e l’appartenenza dei soci affinché possano sentirsi parte attiva di una realtà unica, scongiurando il rischio che si crei un clima simile a quello del lavoro in una fabbrica tradizionale.L’essere sociale per Eureka è l’elemento fondante per realizzare le condizioni affinché vadano a buon fine gli inserimenti lavorativi delle persone più fragili.

“Le disuguaglianze sociali in questo momento storico sono tali da rendere necessario un nuovo orientamento nel fare impresa - spiega Enrico Pozzobon, presidente di Eureka -. È fondamentale creare lavoro e nuova economia per i nostri territori, sia per una motivazione valoriale ma anche economica: una persona che non lavora è un costo per tutta la comunità. Le soddisfazioni di questo lavoro sono tante: la prima e la più importante nasce dalla consapevolezza di dare una possibilità di vita a persone che altrimenti sarebbero destinate all’isolamento. La seconda è essere riusciti, finora, a competere anche con aziende profit, nonostante il 37% di soci svantaggiati al nostro interno. E questo - conclude Pozzobon - è stato fattibile grazie agli investimenti tecnologici, senz’altro, ma soprattutto grazie all’impegno e alla determinazione di tutte le persone che lavorano in Eureka, dal primo all’ultimo”.

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