A Castelfranco Veneto riflettori puntati sulla liuteria della Collezione Cosulich

Il Comune, il Museo Casa Giorgione ed il Conservatorio Steffani hanno organizzato una serie di incontri destinati alla cittadinanza e alle scuole per far scoprire il mondo della musica

Tre importanti appuntamenti per riscoprire e valorizzare un patrimonio nascosto della città di Castelfranco: la collezione di strumenti musicali Cosulich. Acquistata dal Comune nel 2001 dall’armatore Alberto Cosulich, la raccolta di strumenti musicali racconta il raffinato gusto antiquario e antropologico del collezionista, incorporando sia strumenti della tradizione musicale europea (arpe, contrabbassi, etc.), sia strumenti tradizionali delle diverse popolazioni sparse per il globo, spaziando dai sitar indiani ai chitarroni messicani, dalle balalaike russe ai tamburi africani, raccolti nei numerosi viaggi dell’armatore nei cinque continenti.

In attesa di poter esporre al pubblico questa straordinaria collezione di strumenti musicali, l’Assessorato alla Cultura e il Museo Casa Giorgione, in partenariato con il Conservatorio Agostino Steffani, hanno voluto organizzare una serie di incontri gratuiti destinati alla cittadinanza e alle scuole, destinati a far scoprire l’affascinante mondo della liuteria e le complesse lavorazioni alla base della realizzazione di uno strumento musicale. Il titolo della rassegna, «Liutai, navigatori e collezionisti: aspettando la collezione di strumenti musicali Cosulich», vuole dunque sottolineare come questi incontri rappresentino solo un’anteprima delle prossime iniziative legate agli strumenti musicali, un «antipasto» di un piatto ben più ricco.

Il primo incontro, che si terrà sabato 13 aprile in Museo Casa Giorgione, vedrà la maestra liutaia e musicologa Donatella Melini spiegare i segreti della costruzione di un violino, che prevedeva un sapiente utilizzo di numerosi materiali, spaziando dal comune legno all’esotico «elemi» o al misterioso «sangue di drago». Donatella Melini, esperta di Iconografia Musicale e Organologia, ha insegnato storia della liuteria e storia e tecnologia dello strumento presso i conservatori di Trieste, Milano, Livorno, Castelfranco Veneto e presso la Scuola di Restauro di Cremona. Sabato 11 maggio, invece, sarà la volta di Tiziano Rizzi, maestro liutaio, restauratore e raffinato conoscitore di strumenti antichi, che illustrerà le fasi della realizzazione degli antichi strumenti musicali raffigurati nel famoso Fregio delle arti liberali e meccaniche di Giorgione. Il pittore di Castelfranco aveva infatti affrescato alcuni strumenti musicali, tra cui una viola e un liuto, che il maestro Rizzi, coniugando rigorosa ricerca scientifica a sapiente tecnica liutaria, ha ricostruito, esponendo le copie all’interno del Museo Casa Giorgione.

Terminerà la rassegna lo spettacolo teatrale «Extravarius. Storia di un tarlo diventato liutaio», che lunedì 20 maggio intratterrà gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado presso il Teatro Accademico. Extravarius narra la bizzarra storia di un tarlo che, affascinato dal lavoro di un liutaio, invece che mangiare il legno degli strumenti, inizia a carpirne i segreti, diventando così l’allievo prediletto del liutaio. Scritta nel 2009 da Donatella Melini su incarico dell’Istituto Nazionale Tostiano di Ortona (CH), questa divertente commedia vedrà veri strumenti musicali e attrezzi di bottega accompagnare in scena i protagonisti della storia. Le musiche, a cura maestro Alberto Vianello, saranno eseguite da Elia Scalabrin e Matilde Telve (violini), Leonardo Badil (viola) e Stefano Grazioli (violoncello).

Le dichirazioni dell'assessore Franco Pivotti: «Con questi tre appuntamenti vogliamo iniziare il percorso di avvicinamento alla grande mostra sulla collezione di strumenti musicali Cosulich prevista per il 2020 e che in autunno avrà un’anteprima». «Un progetto partito dal 2013, in cui si è voluto dare seguito alla donazione di strumenti ricevuta che poggia anche su un finanziamento di 25 mila euro del Ministero stanziato per valorizzare questa collezione. Ci piacerebbe trattare anche alcuni strumenti antichi permettendo di utilizzarli in una piccola rassegna da organizzare dopo il 2020» dichiara invece Stefano Canazza, Direttore del Conservatorio. Infine è intervenuta la curatirice Donatella Melini: «Questa collezione di circa 200 strumenti è un gioiello e per me è un grande onore avere il compito di coordinare i lavori. Abbiamo voluto intitolare questa prima rassegna Liutai, Navigatori e Collezionisti proprio in omaggio alla famiglia Cosulich, navigatori triestini che nei secoli andando per mare hanno incontrato culture ed hanno avuto nel DNA la scoperta di strumenti unici. Negli affreschi di Casa Giorgione c’è uno strumento musicale dipinto che è il rabab, strumento arabo del 8° secolo presente nella collezione, che ha dato poi vita al violino per una contaminazione molto interessante». 

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