Punto nascite, la Cgil: “Su Castelfranco la politica disinveste”

Da Regione e ULSS 2 nessuna certezza sul futuro del nosocomio castellano. In estate i bambini nasceranno un mese a Castelfranco e un mese a Montebelluna

CASTELFRANCO VENETO “Sotto organico di personale ospedaliero, meno cinque ginecologi, ferie e permessi che saltano, ma soprattutto nessun orizzonte di sviluppo per il nosocomio castellano. Il caso del punto nascite è solo la punta dell’iceberg di un quadro regionale di totale disinvestimento e di disimpegno”. Dura l’accusa che Ivan Bernini, segretario generale della Funzione Pubblica CGIL di Treviso, lancia nei confronti dell’ULSS 2 Marca Trevigiana e della Regione del Veneto. “Mano a mano quello che era riconosciuto come eccellenza a livello veneto, il punto nascite di Castelfranco, che conta tra i 900 e i mille parti all’anno, a causa della totale incertezza sul suo futuro non è più attrattivo neppure per i professionisti - spiega Ivan Bernini -, tant’è che l’ultimo concorso per assumere nuovo personale è andato deserto. La difficoltà di reperire organico nasce, inoltre, dalla scarsità di laureati “partoriti” dalle nostre università”.

“Ma questa - afferma Bernini - è solo la punta dell’iceberg. È ormai palese il disegno di disimpegno politico e di disinvestimento di risorse che si sta portando avanti a livello regionale e che vede il nosocomio castellano arretrare. Una politica che come sindacato stiamo tentando in tutti i modi di arginare ma con grande difficoltà. Altre difficoltà sono quelle che i dipendenti vivono sulla loro pelle quotidianamente - continua Bernini - con ferie e permessi che saltano e lo sforzo di mantenere la qualità del servizio sugli standard di eccellenza riconosciuti dall’utenza”. “Ma ritornando al punto nascite - prosegue il segretario FP CGIL di Treviso - oggi dobbiamo affrontare l’emergenza, proprio per garantire le ferie ai lavoratori e dare continuità e qualità a quest’importante servizio offerto. E così, un po’ per accontentare tutti i campanili - sottolinea sarcastico Bernini -, l’ULSS 2 ha stabilito che un mese i bambini nasceranno a Castelfranco e un mese a Montebelluna. Una decisione tampone, ci auguriamo. Perché - aggiunge Bernini -, proprio nella mancanza di un orizzonte di sviluppo del polo ospedaliero castellano, dunque nella totale incertezza sul prossimo futuro, non vorremmo mai che il temporaneo diventasse ordinario”. “Per questo - conclude Bernini - abbiamo ripetutamente chiesto all’Azienda sanitaria provinciale i numeri dell’intera Marca, nella speranza di un confronto ragionato e strategico anche con le parti sociali a garanzia di lavoratori, utenti e territorio tutto”.

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