Università: nuovo centro studi nell'area del depuratore di Treviso

Svelato l'ambizioso piano per ampliare la ricerca universitaria nel capoluogo di Marca. Il progetto vede la collaborazione del Comune di Treviso e di Alto Trevigiano Servizi

Un nuovo centro ricerche aperto a tutte le Università del territorio: è questo il progetto dell’Amministrazione comunale di Treviso in collaborazione con Alto Trevigiano Servizi nell’area di 300 metri quadrati del nuovo spazio che verrà costruito nei pressi del depuratore di Treviso.

L’attuale impianto di depurazione ha visto nell’ultimo anno la conclusione di vari interventi di efficientamento energetico, attraverso la ristrutturazione delle due linee di trattamento delle acque, una da 50mila abitanti equivalenti e l’altra da 20mila, tali da rendere l’intero sistema più efficiente, l’ammodernamento del sistema di cogenerazione e vari altri interventi su apparecchiature e logiche di funzionamento. Grazie a questi interventi e al trattamento della Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano, conferito da Contarina e frutto della raccolta della frazione umida della citta di Treviso, l’impianto sarà energeticamente autonomo con un risparmio di circa 450.000 € di energia elettrica (rispetto al 2010, anno di presa in gestione) che si tradurrà in maggiori investimenti per i cittadini. Nell’ottica di portare ulteriori benefici alla Città di Treviso, soprattutto in chiave sviluppo e tutela ambientale nelle matrici aria, acqua, suolo. Grazie alla collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Ambientali, verrà infatti realizzato, in 18 mesi, un nuovo polo universitario e di ricerca per i Corsi di Laurea che si occupano scienze ambientali, chimica e ingegneria idraulica. E sarà un passaggio chiave, visto che gli atenei Venezia, Padova, Verona e Politecnico delle Marche su tutti, avranno a disposizione un’area piuttosto ampia (300 metri quadrati su due piani) per effettuate studi specifici e portare così nuove risorse nel bacino servito dallo stesso depuratore delle acque. 

«Sarà un centro universitario unico, che vedrà gli atenei direttamente impegnati nella ricerca finalizzata allo studio degli impatti ambientali, del miglioramento dell’ecosistema e dei fattori di inquinamento e della loro riduzione - le parole dell’assessore alle Politiche Ambientali Alessandro Manera - In particolar modo, delle matrici, aria, acqua, terra con particolare attenzione ai fiumi Sile, Piave, affluenti e contesti limitrofi. Di fatto, ciò che verrà studiato e sperimentato non uscirà poi dal nostro territorio ma si tradurrà in innovazione per la Città di Treviso. Ringraziamo Alto Trevigiano Servizi per questa importante opera di efficientamento del depuratore. Siamo certi che questa sinergia fra enti, istituzioni e Atenei porterà sviluppo e risorse per il trevigiano». Questo invece il commento di Pierpaolo Florian, amministratore delegato di Alto Trevigiano Servizi: «La nostra azienda si conferma attenta alle problematiche ambientali e ribadisce ancora una volta l’importanza delle collaborazioni con il mondo universitario al fine di poter applicare nei propri impianti le migliori innovazioni disponibili».

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