«La Regione distrugge i boschi nella core zone dell’Unesco per far spazio ai vigneti»

Ruspe a Premaor di Miane e a Rolle di Cison di Valmarino. Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, attacca l'assessore regionale all'ambiente, Gianpaolo Bottacin che lo sbugiarda

Le colline del prosecco

«Siamo ancora costretti a leggere le bugie dell’assessore Bottacin su disboscamenti e sbancamenti nell’area Unesco delle Colline del Prosecco, in particolare quello che sta avvenendo a Premaor di Miane e a Rolle di Cison di Valmarino, dove sono in azione motoseghe e potenti ruspe  in entrambi i casi per far spazio a nuovi vigneti». Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico risponde alla nuova nota dell’assessore all’Ambiente sulla querelle relativa ai disboscamenti nell’area dichiarata Patrimonio dell’Umanità. «Evidentemente Bottacin non sa più che pesci pigliare e prova a nascondersi dietro un dito, scappando dalle proprie responsabilità. Afferma che non è la Giunta Zaia ad aver autorizzato il disboscamento di Miane? Bene, gli ricordo che il documento, datato 8 luglio 2019, riporta il protocollo numero 299.992 ed è stampato su carta intestata ‘Regione del Veneto – Giunta regionale’. Sono pronto a mandarglielo quando vuole, così la smette di lavarsene le mani e fare lo scaricabarile»: aggiunge il vicepresidente della commissione Ambiente.

«Zaia -ricorda Zanoni- aveva promesso che l’Area Unesco delle Colline del Prosecco avrebbe goduto di massima tutela ambientale e le attività in essa sarebbero state attuate col criterio della sostenibilità. I disboscamenti in corso  dimostrano che le parole di Zaia erano soltanto slogan, buoni per ingraziarsi la Commissione Unesco chiamata ad esprimersi sul riconoscimento. Facili promesse che si stanno sciogliendo come neve al sole. La realtà è che la Regione sta facendo l’esatto contrario, autorizzando la distruzione di boschi interi. Il governatore va pure contro le richieste dei Consorzi della Docg di ‘blocco delle rivendiche’ del marzo di quest’anno, sullo stop all’espansione del Prosecco per evitare le conseguenze della monocoltura e  rendere la viticoltura più sostenibile. Anziché scrivere continui comunicati al veleno zeppi di errori, Bottacin risponda alle mie interrogazioni, oppure dica a Zaia di farlo. Per esempio quella dello scorso 17 aprile, ‘Consorzio tutela dei vini Asolo Montello e 39 tra associazioni e gruppi locali chiedono lo stop a nuovi vigneti di Prosecco. Come intender rispondere la Giunta regionale?». 

«Nella sua foga -insiste il consigliere del PD- Bottacin afferma un’ulteriore cosa inverosimile ovvero che ‘il bosco cresce di migliaia di ettari ogni anno in Veneto’. Non so se quando ha scritto il comunicato era distratto oppure se ha dei preoccupanti vuoti di memoria. Perciò cerco di aiutarlo e gli ricordo che lo scorso 29 ottobre le province di Vicenza, Treviso e soprattutto Belluno, che dovrebbe conoscere bene, sono state colpite da un uragano di una violenza inaudita, con raffiche fino ai 214 chilometri l’ora, che ha spazzato via milioni di alberi. Più precisamente, come ha riferito Zaia con nel suo comunicato del 14 febbraio scorso, radendo al suolo ben 28.000 ettari di bosco. Ecco perché in una situazione del genere, riparabile forse nell’arco di un secolo o poco meno, la Regione dovrebbe tutelare i boschi con le unghie e con i denti, e non contribuire a distruggerli. Zaia e Bottacin fermino un simile scempio, gli alberi sono utilissimi anche alla lotta contro i cambiamenti climatici, sebbene la Lega si schieri dalla parte di chi nega questo flagello planetario. Quando hanno cinque minuti di tempo vadano almeno a leggersi, imparando qualcosa di utile, le relazioni del convegno di Veneto Agricoltura, un’agenzia della Regione Veneto, tenutosi a Sarcedo lo scorso 24 luglio, fatto per dimostrare come la messa a dimora di alberi in terreni agricoli possa contribuire a una migliore gestione dell’acqua, alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e all’integrazione del reddito agricolo aziendale. Sembra proprio che in Regione Veneto regni la più totale confusione, dove la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra!».

Zanoni poi torna all’attacco sul caso specifico di Miane, sottolineando un’altra gaffe di Bottacin: «Nel suo comunicato del 25 luglio scorso aveva detto che il disboscamento riguardava ‘seimila ettari di alberi’ scambiando gli ettari per metri quadri; questo è un errore ancor più grave se commesso da un ingegnere. Ricordo poi sia all’assessore che a Zaia come nell’area Unesco non ci siano soltanto quelli che vogliono tagliare i boschi per fare business, ma anche chi li vuole tutelare, come per esempio chi vive nelle quattro case a schiera di Miane, che hanno uno spazio scoperto esterno che dà sulla collina oggetto della futura piantagione. Scoperto che in caso di irrorazione verrebbe invaso dai pesticidi usati e risulterebbe quindi impraticabile da maggio a settembre. Senza contare che le loro case subiranno una verosimile diminuzione di valore di circa il 30%, ovvero 50.000 euro in meno a casa. Insomma, una bella fregatura. Ma se c’è chi ci rimette, c’è pure chi ci guadagna. La Regione Veneto, concedendo l’autorizzazione, oltre a decretare la sparizione di un bosco di 8.140 metri quadri, ha contribuito a dare un valore al terreno almeno 50 volte superiore. Il prezzo medio di un simile appezzamento coltivato a bosco poteva essere di circa diecimila euro, adesso con la piantagione del Prosecco, in piena area Docg sarà attorno ai 500mila euro e a detta degli esperti con l’area Unesco aumenterà ancora. Ecco la ‘potenza’ di un semplice foglio di carta, che ha sicuramente fatto felice l’azienda agricola destinataria dell’autorizzazione, castigato i residenti e distrutto un patrimonio naturale».

LA REPLICA DI BOTTACIN Nuova presa di posizione del consigliere regionale Zanoni che non accetta le spiegazioni fornite dall’assessore regionale all’ambiente Gianpaolo Bottacin in replica alle accuse di autorizzazioni per il disboscamento di zone in area Unesco sulle colline del prosecco in provincia di Treviso da parte dei vertici della Regione. «Il consigliere Zanoni continua a dichiarare il falso -dichiara Bottacin- e soprattutto co ntinua a citare documenti che confermano il fatto che né Zaia né la giunta regionale autorizzano i disboscamenti. Esibisca un documento firmato da Zaia o da un assessore oppure una delibera della giunta che autorizza il disboscamento. Poiché questo documento non esiste Zanoni non può esibirlo. Questa è l'unica verità che si palesa. Il consigliere cerca di parlare di carte intestate riferibili agli uffici ma sarebbe come dire che Zaia prescrive farmaci solo perché nei documenti dei medici compare la scritta ‘Regione Veneto’. Assurdo. Comunque, io resto in attesa del documento con la firma di Zaia o di un assessore. Se non esiste, Zanoni è meglio che taccia. Nel frattempo può studiarsi i dati della superficie forestale del Veneto che oggi è enormemente superiore a 40 anni fa se Zanoni non sa neppure questo allora siamo veramente messi male. Tra l’altro mi dica come giustifica la legge forestale nazionale fatta dal suo partito? È molto meno restrittiva di quella della Regione Veneto che applicano i nostri uffici. Lo sa Zanoni?».

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