Concorso idee complesso residenziale 'Cervara': vincono Ronfini e Savi

A convincere la giuria la soluzione progettuale che, oltre a scomporre la struttura in moduli abitativi, crea un parcheggio ipogeo

E’ il progetto degli architetti Amedeo Ronfini (capogruppo) ed Edoardo Savi il vincitore del concorso ‘Idee per un paese che si trasforma’ per la riqualificazione del complesso residenziale ‘Cervara’ a Santa Cristina di Quinto. Venerdì nella splendida cornice di Villa Memo Giordani a Quinto di Treviso, alla presenza del sindaco Stefania Sartori e del suo vice Mauro Dal Zilio, la giuria presieduta da Tobia Scarpa e composta dagli architetti Orietta Carretta (nominata della società banditrice), Paolo Ceccon (nominato dalla Fondazine ATV), Andrea Sancassani (nominato dal Comune di Quinto) e Federica Fontanin (nominato da Assindustria Veneto Centro) ha premiato le idee di cinque studi di architettura, consegnando tre premi (rispettivamente 3mila; 1500; 1000 euro), oltre a due segnalazioni (500 euro). Una serata quella molto partecipata, piena la sala della villa, a dimostrazione del grande interesse suscitato dal concorso e dalla riqualificazione dell'area stessa. 

A convincere la giuria la soluzione progettuale di Ronfini e Savi che, oltre a scomporre la struttura in moduli abitativi rivolti a diverse tipologie di famiglie (coppia; famiglie con bambini; famiglie allargate con una coppia di anziani), crea un parcheggio ipogeo, quindi a scomparsa, privilegiando il verde che dall’Oasi entra nel nuovo complesso, l’uso di materiali leggeri come il policarbonato e l’idea di avvalersi di moduli prefabbricati in grado di abbattere i costi.

Il concorso di idee

L’immobiliare Cervara nel 2018 ha scelto di percorrere questa strada in collaborazione con la Fondazione Architetti della Provincia di Treviso, presieduta da quest’anno dall’architetto Giuseppe Cangialosi , con il patrocinio del Comune di Quinto, per raccogliere delle proposte di qualità sul futuro dell’area di via Mons. Tognana, posta al centro della frazione di S. Cristina di Quinto, nei pressi della ciclo-pedonale “Treviso-Ostiglia”. Al bando, voluto dalle cinque sorelle Carretta insieme alla mamma Elena, hanno partecipato 46 progetti redatti soprattutto da giovani architetti.

“Lo strumento del bando vuole essere un’occasione importante proprio per i giovani – ha detto ieri il Presidente della Fondazione Architetti Giuseppe Cangialosi – A partecipare è stata soprattutto una generazione fresca e ricca di idee. La scelta di utilizzare questo tipo di strumento, che Ordine e Fondazione degli Architetti promuovono, porta anche ad altri vantaggi, come quello di avere delle proposte di grande livello, in competizione tra loro. Le proposte, oltre a quella vincitrice, erano tutte di un buon livello di qualità. Va poi sottolineato come la strada della riqualificazione oggi sia quasi obbligata: il nostro territorio è saturo di nuove edificazioni, oggi la vera sfida sta nel riqualificare l’esistente".

Un plauso è arrivato dai professionisti alla famiglia Carretta e alla decisione di avvalersi dello strumento del concorso. Una pratica che difficilmente si trova nel privato e che invece, secondo gli addetti ai lavori, andrebbe incentivata. Ospite d’onere l’architetto Tobia Scarpa, presidente della giuria, che ha dichiarato: “I progetti erano molti, la scelta è ricaduta su quello che è riuscito a essere più vicino alla parte sentimentale”. Scarpa ha poi parlato dell’area caratterizzata da una ‘doppia’ acqua di vita, quella dell’Oasi di Cervara e del fiume Sile. “Una zona che se resa più individuabile porterà fortuna a tutti, al territorio e all’area stessa”.

“E’ stato un percorso impegnativo – ha detto la portavoce della famiglia, Susanna Carretta – fatto come dimostrazione di gratitudine per nostro padre da cui abbiamo ereditato la passione per il lavoro nel rispetto della famiglia. L’immobile di Santa Cristina ha dato molto alla nostra azienda e alla nostra famiglia: oggi che la sede dell’azienda è stata trasferita nella nuova sede di Quinto di Treviso le esigenze del mercato ci impongono di ripensarne la funzione”.

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