La violenza sulle donne al centro di un presepe

Il gruppo di auto mutuo aiuto “Donne con le donne” di Conegliano inaugura sabato 8 dicembre alle 17.30, a Casa Fenzi, il presepe natalizio che pone al centro la donna succube di un amore deviato

Il presepe contro la violenza

La violenza sulle donne al centro di un presepe. L’iniziativa di sensibilizzazione è del gruppo di auto mutuo aiuto “Donne con le donne” di Conegliano. Sabato 8 dicembre, alle 17.30 a Casa Fenzi, questo singolare presepe verrà inaugurato e illuminato, per accendere anche sotto Natale l’attenzione su un tema tanto delicato, quanto troppo diffuso. IL GRUPPO A.M.A. “Donne con le donne” nasce tre anni fa grazie al sostegno del Coordinamento delle Associazioni di Volontariato della Sinistra Piave e fin da subito inizia ad operare sul territorio in sinergia con le istituzioni, e in particolare entra nella rete di azioni sostenute dal Tavolo tecnico inter-istituzionale sulla violenza domestica e lo stalking promosso dall’Ulss 2 e dal Comitato dei sindaci del distretto pievigino dell’azienda sanitaria.

Il gruppo di auto mutuo aiuto offre una risposta gratuita, e non medicalizzata, a chi necessita sostegno attraverso la condivisione tra pari, cioè tra donne vittime di violenza o stalking, di un problema condiviso. «La donna che sceglie il sostegno del gruppo cerca di recuperare la propria storia raccontando il suo vissuto di violenza ad altre donne che hanno vissuto una esperienza simile – testimonia la facilitatrice Maria Tiziana Zanette -. L’emozione nel raccontare porta la donna a liberarsi di quell’angoscia di violenza che ha trattenuto per molto tempo e, dopo vari incontri, questa emozione si trasforma e porta a intraprendere un cammino più sereno e consapevole».

I NUMERI. In tre anni, al gruppo “Donne con le donne” si sono avvicinate 145 donne residenti prevalentemente nella Sinistra Piave. La loro fascia di età nell’ultimo anno si è abbassata: va dai 19 ai 52 anni (prima si arrivava fino ai 65 anni) e di queste donne un 35% ha meno di 30 anni. Quasi tutte hanno condiviso storie di violenza familiare, “solo” un 15% aveva subito dello stalking. E di queste 145 donne, solo un 15% ha avuto la forza di denunciare il marito, il compagno o l’ex ed un 40% ha lasciato il proprio uomo.

LE TESTIMONIANZE. “La sera mi picchiava, la mattina mi baciava. Così è andata avanti per 10 anni – racconta una donna -. Mio marito diceva di non saper parlare con la bocca, ma con le mani. Ho trovato la forza di uscire dalla violenza quando la maestra di mio figlio mi ha raccontato un episodio accaduto a scuola: un amichetto di mio figlio, mentre giocavano in cortile, senza intenzione ha dato una sberla ad una loro amichetta che è caduta a terra e la reazione di mio figlio è stata quella di aiutare la amichetta ad alzarsi, gridando che non si devono picchiare le bambine e le donne. Mio figlio aveva visto mio marito che mi picchiava, ma per non creare disagio a mio figlio gli dicevo che papà non mi picchiava, ma mi accarezzava. Ho trovato la forza di andare da un avvocato ed ora sono separata e mi sento abbastanza forte, ma la strada per acquisire la serenità è lunga”.

«Il principe azzurro non esiste. Pensavo di aver trovato il principe azzurro, ero autonoma, indipendente e libera di animo – testimonia un’altra donna - Il mio compagno nei primi tempi mi riempiva di regali ed ero la donna dei suoi sogni. Improvvisamente tutto è cambiato e sono diventata vittima di violenza psicologica, una violenza che manipola. Ho chiamato il gruppo per raccontare la mia storia, ma non ho voluto entrare nel gruppo per paura che il mio compagno lo venga sapere». «Per le donne, entrare in gruppo per raccontare la propria storia e mettere a nudo la propria esperienza di vita e confrontarsi con altre donne che hanno lo stesso vissuto non è facile, ma sono consapevoli che la solidarietà femminile aiuta ad acquisire una serenità persa»: testimonia Zanette.

IL PRESEPE. E per sensibilizzare, anche durante il periodo natalizio, sul tema della violenza domestica e dello stalking, “Donne con le donne” ha deciso di allestire a Casa Fenzi un particolare presepe. Realizzato da tre ragazzi – Francesco, Riccardo e Filippo - della Fondazione Villa Maraini di Roma (che è l’Agenzia nazionale per la tossicodipendenza della Croce Rossa Italiana), il presepe propone il doloroso tema del femminicidio, ponendo al centro la donna succube di un amore deviato e di una violenza spacciata per amore. Il presepe, che include naturalmente anche la Natività, è stato realizzato in una casa delle bambole, perché la maggior parte dei femminicidi avviene tra le mura domestiche.

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Il presepe sarà inaugurato domenica 8 dicembre alle 17.30. Dopo il saluto delle autorità presenti e del direttore di Casa Fenzi, Giovanni Sallemi, prenderanno la parola per il gruppo Maria Tiziana Zanette e poi Mauro Da Ronch del direttivo provinciale Siulp (Sindacato italiano lavoratori polizia). Il presepe potrà essere visitato fino al 10 gennaio 2019 (ingresso libero), tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19. Il gruppo “Donne con le donne” si incontra ogni mercoledì, dalle 18 alle 19.30, nella sala riunioni del Museo d’arte bambina a Casa Fenzi, in viale Spellanzon 62 a Conegliano. Il gruppo può essere contattato al 3667299415 (segreteria sempre attiva) e al 347 7115638, oppure via email a info@donneconledonne.it. Tutti i dettagli su www.donneconledonne.it.

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