Pensioni: «Inps non riconosce i contributi a un migliaio di lavoratori trevigiani»

Si tratta di dipendenti part-time del mondo della scuola, della ristorazione e delle pulizie a cui sono stati negati i contributi nei mesi in cui non hanno lavorato. Vertenza sindacale

Vertenza-pilota della Fisascat Cisl Belluno Treviso per il recupero dei contributi pensionistici dei lavoratori con part-time verticale ciclico: oltre un migliaio di dipendenti che in provincia di Treviso si occupano della pulizia delle scuole o lavorano nella ristorazione scolastica. A questi lavoratori, l’Inps da anni nega un diritto ribadito dalla Corte di Giustizia europea e da diverse sentenze della Corte di Cassazione, ossia quello di vedersi riconosciuti i contributi per la pensione anche nei mesi in cui non lavorano. Nei mesi estivi, infatti, queste categorie di dipendenti con contratto part-time verticale ciclico non lavorano, in quanto le scuole sono chiuse, e non percepiscono né lo stipendio né i contributi Inps, perdendo di fatto il 30% dei contributi rispetto a un lavoratore ugualmente part-time ma che lavora ogni mese. In sostanza, l’Inps calcola l’anzianità contributiva sulla base dell’effettivo lavoro, escludendo i periodi non lavorati.

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«Sia le direttive europee - spiega Patrizia Manca della segreteria Fisascat Cisl Belluno Treviso - che numerose recenti sentenze della Cassazione affermano che, come per i lavoratori a tempo pieno, anche per i lavoratori a tempo part-time verticale ciclico l’anzianità contributiva va calcolata in ragione della durata complessiva del rapporto di lavoro, non in base alla quantità di lavoro effettivamente fornito. Per questo motivo abbiamo deciso di dare a questi lavoratori della scuola, delle pulizie e della ristorazione la possibilità di recuperare gli ultimi 10 anni di contributi previdenziali, il che significa garantire ai dipendenti l’opportunità di andare in pensione tre anni prima. L’assistenza, garantita dall’Ufficio Vertenze territoriale in collaborazione con lo Studio legale dell’avvocato Enrico Rosellini, per gli iscritti Cisl sarà del tutto gratuita». «Il principio cardine – sottolinea l’avvocato Enrico Rosellini – è quello di non discriminazione in ambito lavorativo, stabilito dalla Direttiva CEE del 1997. Per tutelarne il rispetto, dal 2010 la Corte di Giustizia Europea ha stabilito che ai lavoratori a tempo parziale debbano essere garantite le stesse condizioni di cui godono i lavoratori a tempo pieno, anche sotto il profilo contributivo-previdenziale. Questa interpretazione, recepita anche dalla giurisprudenza italiana soprattutto dal 2015, implica che l’Inps debba riconoscere l’anzianità contributiva ai lavoratori part-time in base alla durata del rapporto lavorativo e non al numero delle settimane di lavoro concretamente svolte, permettendo così ai lavoratori part-time di accedere alla pensione con gli stessi modi e con gli stessi tempi riservati ai lavoratori a tempo pieno». «In uno Stato di diritto non possono coesistere tempistiche e modalità di riconoscimento del diritto alla pensione diverse tra pari categorie di lavoratori - dichiara Massimiliano Paglini, segretario della Cisl Belluno Treviso – inoltre il lavoro a part-time va tutelato e agevolato, non può diventare discrimine ed elemento di penalizzazione, è una questione di giustizia sociale e di progresso civile. Auspichiamo chiarezza da parte di tutti i soggetti coinvolti. Nel frattempo assisteremo tutte le lavoratrici e i lavoratori che ce lo chiederanno».

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