Treviso e Belluno uniscono le forze per la grande festa delle cooperative

Anche i presidenti nazionale e regionale di Confcooperative alla quarta edizione di #coopinpiazza, la manifestazione promossa dall'associazione di rappresentanza delle coop di Belluno e Treviso sabato 23 giugno in piazza a Vittorio Veneto.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

VITTORIO VENETO “Al nuovo Governo Conte chiediamo una legge di forte contrasto alla falsa cooperazione, poiché è fondamentale in Italia mettere al bando tutte le imprese cooperative che si comportano in modo distorto, inquinando anche le reputazione di quelle cooperative (e sono la stragrande maggioranza) che fanno impresa in modo serio, rispettando le normative vigenti e le persone con le quali collaborano”. La forte presa di posizione è di Maurizio Gardini, presidente nazionale di Confcooperative, intervenuto sabato mattina 23 giugno a Vittorio Veneto alla manifestazione #coopinpiazza 2018, promossa da Confcooperative Belluno e Treviso per far conoscere alla cittadinanza buoni esempi di cooperazione locale, direttamente dalle province di Treviso e Belluno.

Mentre la manifestazione pubblica si è tenuta per tutto il giorno in piazza del Popolo di fronte al municipio di Vittorio Veneto, dove sono stati allestiti i gazebo di una ventina di imprese cooperative (da Latteria Soligo, a Lattebusche, alla Cantina produttori di Vittorio Veneto e Conegliano, fino a Banca Prealpi e alle coop sociali Cadore SCS), Gardini è intervenuto in mattinata come relatore alla tavola rotonda sul tema “Affermarsi nel cambiamento tra mission ed efficienza” che si è tenuta nell'aula civica del Museo della Battaglia; ha moderato l'incontro il giornalista Nicola Maccagnan. La manifestazione aveva il patrocinio della Città di Vittorio Veneto ed era sostenuta dalla Camera di Commercio di Treviso e Belluno insieme a Banca Prealpi. “L'utopia del modello cooperativo – ha spiegato il presidente interprovinciale di Confcooperative Belluno e Treviso, Valerio Cescon, intervenendo alla tavola rotonda – consiste nella capacità della cooperativa di rispondere contemporaneamente ad una duplice finalità: mutualistica da un lato, economica dall'altro. Riappropriarsi e rafforzare la dimensione valoriale delle cooperative, coniugandola in chiave moderna con i princìpi di efficienza e competitività tipici dell'impresa, diventa oggi non un esercizio filosofico, fine a se steso, bensì una necessità vitale per il movimento cooperativo per stare nel mercato. In questo una partita fondamentale la gioca la classe dirigente, alla quale non sono richieste esclusivamente competenze tecniche, ma anche valoriali, di profonda coerenza ed onestà intellettuale. La nostra forza consiste nel saper leggere i bisogni del territorio-mercato, offrendo risposte adeguate. Per questo rappresentiamo una realtà economica in crescita, che nel 2017 ha prodotto nelle due province di Belluno e Treviso oltre 1 miliardo e 200mila euro di fatturato, di cui circa 650 milioni derivano dal comparto vitivinicolo, 200 milioni dal settore lattiero-caseario, oltre 200 milioni da quello sociale”.

Il sociologo Daniele Marini, parlando del contesto di “cambiamento radicale che stiamo vivendo, ha spiegato il concetto di polarizzazione economica. “Vale a dire che osserviamo contemporaneamente sia aziende che vanno molto bene e registrano alti tassi di crescita (tipicamente sono quelle che innovano ed esportano), sia aziende che non riescono a stare al passo coi tempi, sono più lente di quanto richiederebbe loro il mercato, e rimangono al palo. Un contesto come il nostro, al contrario, richiederebbe un grosso cambiamento culturale-valoriale nei soggetti coinvolti”. Lorenzo Biagi, filosofo e docente universitario, ha spiegato la visione futura delle imprese cooperative con il mito di Enea che scappò dalla città di Troia in fiamme, caricandosi sulle spalle il vecchio padre Anchise e prendendo per mano il figlio Ascanio. “La cooperazione è come Enea: deve prendersi sulle spalle il passato, fatto di valori e princìpi fondamentali, affrontando il viaggio del nuovo che avanza. Egli rappresenta perfettamente l'utopia dell'uomo cooperativo, le grandi sfide alle quali egli aspira per costruire un domani in cui non si guardi esclusivamente allo scambio commerciale e monetario, tipico del mercato, ma anche a criteri di reciprocità e redistribuzione, tipici del mondo cooperativo”. Esempi contemporanei di utopia cooperativa sono stati individuati nella nuove forme di cooperative di comunità e di mutue con finalità socio-assistenziali. Infine Ugo Campagnaro, presidente regionale di Confcooperative Veneto, si è complimentato di come #coopinpiazza, dopo le precedenti edizioni (2015 e 2016 a Treviso, 2017 a Belluno) stia diventando un formato molto interessante per far conoscere la cooperazione locale nei suoi vari settori: agroalimentare, sociale, di credito cooperativo, del consumo, solo per citare gli ambiti più importanti.

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