Coronavirus, il Comune di Montebelluna attiva solo i servizi essenziali

Il sindaco Marzio Favero: «Anche se a regime ridotto il Comune continua a lavorare per dare le risposte fondamentali alla città»

Il Comune Montebelluna è stato uno dei primi comuni ad attivare il Coc – Comitato operativo comunale - anche in ragione dei casi di Coronavirus che si sono presentati in città a partire da venerdì 7 marzo. Presso la sede comunale sono state date disposizioni di carattere igienico sanitario fin dall’inizio dell’emergenza (DPCM per la pulizia delle scrivanie con prodotti igienizzanti e sono stati messi a disposizione mascherine e presidi igienizzanti sia per il personale che per i cittadini che accedono alle sedi comunali.

Dall’entrata in vigore del DPCM dell’11 di marzo e del Decreto legge “Cura Italia” del 17 marzo sono state date misure al personale volte a limitare la presenza in servizio e ciò usufruendo delle ferie pregresse, nel mentre si attivano le iniziative volte a favorire il lavoro agile. In particolare, su questo aspetto, si è provveduto ad acquistare 50 slot (accessi al sistema Helley gestionale del Comune) per l’attività del telelavoro e di 15 pc portatili, uscendo pertanto dalla convenzione Consip in virtù dell’entrata in vigore delle vigenti norme in materia, e si sta attivando anche il collegamento con pc personali dei dipendenti che lo hanno messo a disposizione per lavorare da casa.

Da lunedì nell’ente Comune, che conta oltre 160 dipendenti, sono in servizio fisicamente per garantire attività indifferibili 13 dipendenti di cui 7 in Municipio (più il sindaco), 3 nel settore lavori pubblici e 3 in Casa Roncato oltre ad una squadra di 4 operai per il pronto intervento, gli addetti della Polizia locale, della Protezione civile e dei servizi sociali che seguono l’assistenza domiciliare. Circa il caso del dipendente comunale risultato positivo, che peraltro era già a casa dalla fine della settimana scorsa (14 marzo), la notizia è emersa venerdì mattina 20 marzo ed il sindaco ha attivato prontamente l’Ulss per la profilassi del caso. L’Ulss 2, alla quale è stato fornito l’elenco delle persone che il dipendente aveva annoverato nei suoi più recenti contatti e comunque quando era già in vigore la misura droplet, si è attivata per contattare i dipendenti segnalati. Si è disposto inoltre per la sanificazione di tutti gli ambienti della sede municipale e progressivamente anche delle altre sedi comunali.

Inoltre, fino al 3 aprile, l’Ufficio Anagrafe garantisce la propria attività attraverso richieste inoltrate via PEC (protocollo.comune.montebelluna.tv@pecveneto.it) o via mail (demografici@ comune.montebelluna.tv.it) e previo appuntamento telefonico (ufficio anagrafe 0423/617260-261-557). Si precisa che le dichiarazioni di residenza e ogni altra richiesta anagrafica possono essere inoltrate via PEC e via mail agli indirizzi sopra indicati e che il D.L. n.18/2020 ha sospeso i termini dei procedimenti dal 23 febbraio al 15 aprile e ha prorogato al 31 agosto la validità dei documenti di riconoscimento e di identità scaduti o in scadenza successivamente alla data di entrata in vigore del decreto. La validità ai fini dell’espatrio resta invece limitata alla data di scadenza indicata nel documento. E’ inoltre sospeso il servizio per la Camera di Commercio di Treviso e l’Ufficio di Stato Civile riceve esclusivamente le denunce di nascita, di morte e servizi funebri cimiteriali, ossia le attività indifferibili, mentre tutti gli altri servizi non indifferibili sono sospesi.

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Spiega il sindaco, Marzio Favero: “Ancora prima del decreto legge del 17 marzo scorso, la struttura comunale si era mossa per creare le condizioni per attivare lo smart working tra i dipendenti, modalità di lavoro che poi ha trovato ulteriore impulso nello stesso Decreto Cura Italia: il tutto in un tempo che si può considerare record tenendo conto della fase emergenziale già in atto e delle difficoltà a reperire i beni strumentali necessari. A questo risultato si arrivati osservando comunque la capacità di dare risposte attraverso la Protezione civile ed i servizi sociali a tutte le persone che hanno bisogno di assistenza per l’acquisto di farmaci e per l’approvvigionamento dei generi alimentari o di pasti caldi nonché per le altre esigenze del caso. Anche se a regime ridotto il Comune continua a lavorare per dare le risposte fondamentali alla città”. Infine, si segnala che per la protezione del personale che lavora allo sportello dell’Anagrafe e dei servizi sociali, si sono reintrodotti quei vetri di separazione che erano stati tolti dalle amministrazioni precedenti.

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