Il vescovo di Treviso finanzia tre corsi per immigrati nelle aule del Cfp

Le lezioni si terranno a Fonte e prevedono corsi di saldatura ed elettrico per gli uomini. Cucito, cucina e igiene per le donne. Al termine 100 ore di stage presso aziende o comunità

Corsi per migranti a Treviso (Foto d'archivio)

«Un’opportunità per le persone immigrate che vengono messe in condizione di collocarsi dignitosamente nel mondo del lavoro. Un motivo d’orgoglio per la nostra scuola che in questo modo può tendere una mano alle persone più in difficoltà, così come l'avevano pensata i padri fondatori oltre sessant’anni fa». Don Paolo Magoga presidente dell’Opera Monte Grappa, emanazione della diocesi di Treviso, che gestisce il Cfp di Fonte spiega con queste parole lo scopo dei nuovi corsi di formazione che prenderanno avvio a breve nell'istituto.

CASA DELLA CARITA CARITAS TV-2

L’iniziativa nasce sulla scia del progetto “Liberi di partire Liberi di restare” finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana tramite la Caritas italiana e di Treviso. In questo caso però a metterci i soldi, 20 mila euro, è direttamente il vescovo Gianfranco Agostino Gardin. I corsi, gratuiti per chi partecipa, saranno tre divisi in due tipologie: maschili e femminili. Per gli uomini ci sarà un corso di saldatura e un corso per operatore elettrico civile. Per le donne un unico corso con tema cucito, cucina e igiene che inizierà martedì 12 febbraio e terminerà il 13 giugno. I tre corsi si terranno dalle 14.30 alle 18.30 per un totale di 100 ore a corso, cui si aggiungeranno altre 100 ore di stage presso aziende o comunità. I partecipanti saranno in tutto 29: 13 donne e 16 uomini. «I partecipanti – aggiunge don Magoga - sono persone richiedenti asilo del Centro di accoglienza straordinaria di Fonte provenienti da Nigeria, Sierra Leone, Guinea, Marocco, Egitto e Pakistan. Molti hanno una famiglia, qualcun altro è giovane sotto i 30 anni. Le donne che hanno figli potranno usufruire di un servizio di baby sitter grazie ad alcuni volontari. Queste figure professionali sono molto richieste da aziende delle nostre zone che fanno fatica a reperire lavoratori. Soprattutto il saldatore trova numerosi sbocchi lavorativi all'interno di aziende siderurgiche, officine metalmeccaniche e nelle imprese di costruzione. Ogni giorno riceviamo richieste da aziende che cercano questo tipo di lavoratori. Lo vediamo anche con gli allievi dei corsi diurni di meccanica e autoriparazione: la nostra scuola collabora con circa mille realtà del territorio dove mandiamo i nostri ragazzi a fare gli stage. Oltre il 70% di loro finiti i tre o quattro anni di studio trovano occupazione subito. Anzi qualcuno viene già “prenotato” dalle aziende prima di finire la scuola».

DON PAOLO MAGOGA-3

Nadia Berti, operatrice al centro di accoglienza straordinaria di Fonte nonché insegnante di italiano aggiunge: «Quello che noi cerchiamo di fare è inserirli nel mondo del lavoro attraverso un percorso formativo che possa creare relazioni con l'esterno. Dopo questo corso avranno un periodo di stage in cui verranno inseriti in contesti locali. Verrà insegnata la lingua italiana utile per il lavoro che andranno a svolgere e quindi risulterà più facile per loro continuare a lavorare una volta usciti dal centro». «In questo tempo – aggiunge don Davide Schiavon direttore della Caritas di Treviso - così segnato da un progressivo sentimento di rifiuto, quando non addirittura di odio nei confronti di queste persone, abbiamo necessità di segni concreti di vicinanza e aiuto. Come ci ha anche ricordato il Papa i principi storicamente contenuti nella dottrina sociale della Chiesa, parlano di quattro azioni fondamentali: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Questi verbi sintetizzano l'atteggiamento che come Chiesa ma anche come società siamo chiamati ad avere. Tenendo fermi questi principi cerchiamo di dare continuità al percorso di accoglienza collaborando sia con le altre realtà ecclesiali sia direttamente con aziende e associazioni di categoria. Il lavoro di rete è importante. In questo caso lo facciamo attraverso la formazione professionale e l’inserimento al lavoro favorito da tirocini formativi. La difficoltà maggiore che riscontriamo resta il reperimento di alloggi in affitto».

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