Minacce e rissa: il consigliere Davide Visentin finisce a processo

I fatti risalgono alla notte di Ferragosto di tre anni fa quando due giovani furono aggrediti da un gruppo di nove esponenti di Forza Nuova in piazza Monte di Pietà. Tra questi c'era anche l'attuale consigliere comunale della giunta Conte. A dicembre si terrà l'ultima udienza

Foto d'archivio

TREVISO Minacce e rissa in concorso: sono queste le due accuse che hanno fatto finire a processo Davide Visentin, consigliere comunale della lista Conte nonché attuale presidente della Commissione urbanistica del capoluogo di Marca.

Come riportato da "La Tribuna di Treviso", i fatti risalirebbero all'estate di tre anni fa quando, durante la notte di Ferragosto, un gruppo di nove militanti di Forza Nuova avrebbe aggredito e picchiato in piazza Monte di Pietà il giovane Alessandro Greguoldo, ventinovenne di Silea, militante all'epoca nel collettivo Ztl-Wake up. Oltre a Greguoldo anche una ragazza di 20 anni che era accorsa in difesa del ragazzo aggredito era stata minacciata e picchiata dalla furia dei militanti di estrema destra. I filmati delle telecamere di sorveglianza avevano ripreso l'intera aggressione. Da queste riprese gli inquirenti hanno scoperto che quella sera, in piazza Monte di Pietà, c'era anche Davide Visentin. L'attuale consigliere comunale di maggioranza non avrebbe partecipato direttamente al pestaggio ma, stando a quanto riportato da Greguoldo, avrebbe minacciato di voler ammazzare di botte il giovane. Accuse che, se confermate dal giudice, potrebbero costare molto caro a Visentin. Nella giornata di lunedì 17 settembre si sarebbe dovuta svolgere l'udienza conclusiva del processo, rinviata però al mese di dicembre. Greguoldo pretende un risarcimento di ventimila euro per i danni subiti. Gli imputati, Visentin compreso, sono otto. La sentenza definitiva sarà emessa dal giudice Alberto Fraccalvieri.

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"Infrangiamo subito i sogni di gloria dei nostri amici di sinistra -scrive sul suo profilo Facebook Davide Visentin- il processo chiarirà che non ho alcuna responsabilità nell'accaduto. Continuerò per 5 anni ad essere una spina nel fianco della sinistra e sopratutto mi preoccuperò di rispettare gli impegni presi. I violenti in città sappiamo tutti dove stanno. Ho riso sulle false storie uscite in campagna elettorale su di me, e riderò aspettando la sentenza di questo processo. Fa specie che chi ora si indigna per la mia presenza nel luogo dei fatti, seppur senza alcuna colpa, sia proprio chi difende Django ed i veri violenti".

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