Divieto di bruciare i rifiuti domestici: il sindaco scrive ai cittadini

Vincenza Scarpa, sindaco di Susegana, ha voluto mettere in guardia i cittadini sui gravi rischi che si corrono nel dare fuoco ai propri rifiuti domestici. Divieto assoluto in paese

Il sindaco di Susegana, Vincenza Scarpa, ha voluto scrivere una lettera ai cittadini su una questione ampiamente nota ma che giova ulteriormente ripetere: nel Comune di Susegana vige il divieto assoluto di bruciare i rifiuti domestici all'interno delle proprie case: stufe, camini, cortili e campagne non possono essere usati per dare fuoco alla spazzatura.

Un messaggio necessario dopo i molti falò comparsi in questi giorni nelle campagne della provincia. «Bruciare i rifiuti e soprattutto la plastica - scrive il sindaco ai cittadini - produce inquinanti altamente tossici come le diossine e gli idrocarburi policiclici aromatici. Le diossine sono molto dannose per la salute umana, soprattutto per i bambini che risultano esposti anche a concentrazioni basse o bassissime. Tra i disturbi legati all'accumulo di diossine nei tessuti e negli organi ci sono: alterazioni del sistema immunitario, anche a dosi molto limitate con riduzione e danneggiamento dei linfociti; danni allo sviluppo fetale, al momento della differenziazione tissutale del sistema immunitario; alterazioni a lungo termine del sistema immunitario, sia in senso imrnunodepressivo che  ipersensibilizzante. Disturbi alla produzione, rilascio, trasporto, metabolizzazione, legarne, azione o eliminazione di onnoni naturali del corpo, responsabili dell'equi librio biochimico dinamico interno del nostro organismo e della regolazione dei processi riproduttivi e di sviluppo.

Le stufe domestiche - prosegue il sindaco - non essendo inceneritori, lavorano a basse temperature e non posseggono sistemi di filtraggio e sistemi di areazione forzata: pertanto durante la combustione sviluppano quei gas nocivi e tossici sopra descritti che si riversano tal quali nell'aria ambiente esterna e nell'abitazione e ovviamente nei polmoni. Bruciare rifiuti di qualsiasi genere, nei camini, nelle stufe e a cielo aperto è inoltre vietato dalla normativa ambientale (Decreto Legislativo 152/2006 e ss.mm.i i.) e lo smaltimento illecito è punito, ai sensi dell'articolo 256, con la pena dell'arresto da 3 mesi ad un anno o con una multa che può variare dai 2.600 ai 26 mila euro per i rifiuti non pericolosi, e con le pene dell'arresto da 6 mesi a 2 anni per i rifiuti pericolosi. Se le emissioni prodotte causano poi molestia alle persone, come previsto dall'articolo 674 del Codice Penale, è prevista la pena dell'arresto fino ad un mese o l'ammenda fino a 206 euro».

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