Le forze dell'ordine donano il sangue al centro prelievi del Ca' Foncello

Nella Giornata mondiale del volontariato una sessantina tra poliziotti, carabinieri, finanzieri e militari in divisa si sono presentati al centro trasfusionale dell'ospedale trevigiano

Non è stato un mercoledì come gli altri, quello vissuto al centro trasfusionale del Ca’ Foncello di Treviso. Nella Giornata mondiale del volontariato la polizia di Stato, quella locale e penitenziaria, carabinieri, finanzieri, militari dell’Esercito e i piloti del 51° stormo dell’Aeronautica di Istrana si sono dati appuntamento all'ospedale del capoluogo di Marca.

Tutti in fila dalle 8 del mattino, una sessantina, hanno voluto donare il sangue. Tutti in divisa e senza distinzione di gradi e stellette. Tutti insieme oggi, nei prossimi mesi in silenzio, senza clamori ma con costanza, com'è nel loro stile. Un esempio di senso civico molto forte quello lanciato alla popolazione. E’ stato dunque un pieno successo l’iniziativa “Uniformi nel donare” voluta dall’Avis provinciale di Treviso e dall’Ulss 2, che ha patrocinato l’evento. Per la verità in tanti avevano chiesto, anche per la prima volta, di poter donare, ma non è stato possibile accogliere tutte le richieste nonostante uno sforzo straordinario di medici e personale sanitario. «Un segnale forte e positivo per la nostra comunità. Donne e uomini impegnati giorno e notte a tutelare la nostra sicurezza hanno voluto condividere il dono alla vita - ha detto Vanda Pradal, presidente dell’Avis Provinciale di Treviso - Il mio augurio è che questo appuntamento, giunto all’undicesima edizione, si ripeta per molto tempo». E poi rivolgendosi ai donatori in divisa: «Vi ringrazio, questo gesto vi fa molto onore. Noi abbiamo bisogno anche di voi e del vostro sangue per garantire l’autosufficienza ai nostri malati». Una iniziativa forte anche per Francesco Benazzi, direttore generale dell’Ulss 2, che ha stretto la mano a ogni militare e rappresentante delle Forze dell’ordine in attesa della donazione al centro trasfusionale. «Il cittadino vi sente più vicini. Oggi è la Giornata mondiale del volontariato, un bel giorno che potrebbe restare permanente per le “Uniformi nel donare” - ha sottolineato Benazzi - Quella di oggi è stata una doppia donazione: la prima attraverso la solidarietà quotidiana con il controllo della sicurezza del nostro territorio, l’altra quella del sangue che in tanti avete voluto offrire ai malati. Il numero di persone affette da patologie oncologiche sta crescendo di molto, abbiamo nuove convenzioni con Istituti che curano i tumori. Il bisogno del sangue è quindi aumentato e aumenterà ancora». Questa giornata speciale – è stato sottolineato da tutti – è un esempio per i giovani timorosi o che vivono incertezze e perplessità. Il calo delle donazioni di sangue e in particolare proprio tra i giovani è uno dei nodi che ogni Avis sul territorio italiano è impegnata a sciogliere con non poche difficoltà. «Il nostro obiettivo – hanno detto Vanda Pradal e Francesco Benazzi – è quello di sensibilizzare e avvicinare più giovani possibili alla donazione del sangue, perché possiamo salvare tante vite umane».

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L’anima delle “Uniformi nel donare” è Claudio Di Paola, vicequestore della polizia di Stato. «Una idea subito condivisa. Quando 11 anni fa ho proposto "Uniformi nel donare" i colleghi, anche delle altre Forze dell’Ordine e dell’Esercito, hanno risposto in modo immediato e semplice - ha detto Di Paola -. E vi assicuro che continueremo a farlo anche nei prossimi anni». Un esempio di senso civico, sensibilità e altruismo quello lanciato nelle scorse ore dalle donne e uomini delle forze armate, di polizia (dello Stato, Locale e Penitenziaria), carabinieri, finanza, e aeronautica, che conferma e rafforza la vocazione e la scelta di mettersi al servizio della Marca non solo vigilando e rischiando la propria vita ogni giorno per la sicurezza dei cittadini, ma anche in prima persona per i malati.

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