Ex linea ferroviaria Montebelluna-Susegana: i sindaci del Consorzio Bosco del Montello in sopralluogo

L’intero percorso offre molte suggestioni paesaggistiche e vi sono slarghi che potranno anche essere valorizzati come tappe del percorso anche per pic nic

MONTEBELLUNA Si è svolto sabato mattina il sopralluogo all’ex linea ferroviaria che collegava Montebelluna a Susegana da parte sindaci del Consorzio Bosco del Montello, accompagnati dal presidente del CDA del Consorzio Bosco del Montello, Denis Michelin e dal direttore amministrativo del Consorzio, Levis Martin e dall’architetto Roberto Bonaventura, direttore dei lavori pubblici ed urbanistica del Comune di Montebelluna. I partecipanti hanno compiuto il percorso a bordo tre piccole GIP per constatare lo stato di fatto.

La vista è stata resa possibile dai lavori di pulizia che sono stati eseguiti negli ultimi due mesi sulla parte rialzata della massicciata ferroviaria. Un lavoro adeguatamente accurato che ha risparmiato le poche essenze pregiate presenti lungo l’itinerario. E’ infatti da ricordare che le linee ferroviarie originali non avevano alberature e che la vegetazione cresciuta sulla Fonda è semplicemente frutto dell’abbandono ed era per lo pi era costituita da pseudo acacie. L’esito del sopralluogo è riassumibile nei seguenti punti: la massicciata ferroviaria realizzata un secolo fa in ghiaione è ancora in ottime condizioni e l’ipotesi progettata che si fa avanti è quella di conservarla nella sua integrità provvedendo ad un lavoro di manutenzione; il secondo aspetto è che vi è solo una interferenza significativa sulla viabilità principale che si trova a Volpago del Montello all’incrocio tra la ex linea ferroviaria e la strada provinciale che da Selva scende in direzione di Camalò di Povegliano e fortunatamente tale incrocio si realizza su una sopra elevazione che garantisce quindi la migliore visibilità possibile per il passaggio di pedoni e biciclette. Per il resto le intersezioni sono sulla viabilità secondaria.

Il terzo aspetto positivo, forse quello più importante dal punto di vista storico da Volpago, è che attraversando Giavera del Montello per arrivare a Nervesa sono rinvenibili i binari percorsi un secolo fa dalle tradotte che portavano i soldati al fronte. Ebbene, la cosa che più conforta è che la realizzazione della pista ciclopedonale è compatibile con la loro salvaguardia quale vestigia della Grande Guerra. L’intero percorso offre inoltre molte suggestioni paesaggistiche e vi sono slarghi che potranno anche essere valorizzati come tappe del percorso anche per pic nic. In conclusione, i lavori per il recupero della Fonda potranno essere realizzati con maggiore economia rispetto al previsto poiché i costi maggiori che erano stati preventivati per la realizzazione della pista ciclopedonale appartenevano proprio allo smantellamento della infrastruttura delle linee ferrate, cosa non è necessaria ed anzi che consente di salvaguardare una testimonianza storica fondamentale. Parliamo della linea della famosa canzone della tradotta: «La tradotta che parte da Torino // a Milano non si ferma più, // ma la va diretta al Piare, // cimitero della gioventù».

I sindaci hanno trovato di grande suggestione la parte interrata di Montebelluna, detta per questo Fonda, e che venne così concepita per mettere in protezione dai bombardamenti attirati dalla presenza della vicina stazione, i convogli ferroviari. Una suggestione dettata anche dal presenza di ponti in mattone e dalla muratura in pietra deposta a secco a reggere le scarpate. Entro i prossimi due mesi si provvederà alla revisione progettuale finalizzata a mettere in cantiere l’ex linea ferroviaria Montebelluna-Susegana.

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Nelle foto in copertina sono ripresi i partecipanti al sopralluogo fotografati nei pressi dell’ex magazzino ferroviario di Nervesa della Battaglia che è stato anch’esso acquisito per diventare sito mussale. Grande è la soddisfazione tra i sindaci che hanno portato avanti un dialogo che, al di là della buona volontà delle contro parti, era complesso sul piano amministrativo. E’ questa un’altra tessera destinata a comporre il ricco mosaico di offerta culturale e turistica del Montello.

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