"Il lavoro sia davvero per tutti": ad Asolo l'augurio del vescovo Gardin

Ospite dell'evento "C'è da fare - testimonianze e musica sul mondo del lavoro", il vescovo di Treviso è intervenuto su una serie di temi molto importanti e di grande attualità

ASOLO "Ascoltando le tante testimonianze che parlavano di lavoro ho colto la fragilità ma anche la forza delle persone. Auspico che davvero il lavoro diventi il luogo in cui ci si irrobustisce come persona, con la propria dignità e in relazione con gli altri. Occasioni come questa ci aiutano a essere più intraprendenti affinché il lavoro sia davvero per tutti".

Con queste parole il vescovo di Treviso, monsignor Gianfranco Agostino Gardin, ha portato il proprio saluto sabato 5 maggio nella sede dell’azienda “Asolo Dolce” ad Asolo, alla manifestazione "C'è da fare - testimonianze e musica sul mondo del lavoro" che ha celebrato la festa dei lavoratori. Nel suo breve saluto il vescovo ha anche ricordato una sua recente visita ai lavoratori di una acciaieria a rischio chiusura ed ha lodato la forza e la dignità dei lavoratori. Ad organizzare l’evento l’ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro della diocesi di Treviso, il Centro di formazione professionale (Cfp) Fondazione Opera Monte Grappa di Fonte, e il gruppo “Musicalmente orchestra” Tra gli ospiti anche il Vescovo di Treviso mons. Gianfranco Agostino Gardin.

"Un evento nel quale si sono fuse musica e dodici testimonianze provenienti da mondi diversi" sottolinea don Paolo Magoga, responsabile dell’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro nonché presidente dell’Opera Monte Grappa. Messaggi brevi ma efficaci per ricordare l'unica partecipazione al bene comune nella ricerca e nell'annuncio della dignità del lavoro. Le testimonianze sono state collegate a canzoni di cantati famosi eseguite dal gruppo “Musicalmente orchestra”. Alcune canzoni sono state arricchite da coreografie di Jean Louvet con la partecipazione del teatro del Magnificat, interpretate da Roberta Grando, Kostantin Neroslov e i bambini del maestro Federico Monaco. Così “Lasciami libere le mani” di Gerardina Trovato è stata abbinata alla testimonianza di Andrea Mangano direttore del Cfp di Fonte: una scuola che scommette sulle capacita di ragazzi che provengono da fasce meno abbienti o su soggetti svantaggiati ma che attraverso percorsi di formazione proposti da questa stessa scuola riescono ad inserirsi nel mondo del lavoro. E ancora tra gli altri: “Essere umani” di Marco Mengoni è stata collegata alla testimonianza di Nicoletta, disabile dalla nascita, che nel 2014, dopo quasi dodici anni di lavoro, a causa della riduzione del personale è stata licenziata e iscritta nelle liste di mobilità. Per lei non è stato facile rimettersi in gioco per trovare un nuovo lavoro. “Avrai” di Claudio Baglioni è stata abbinata ai titolari di Asolo Dolce attraverso la figlia dei titolari Valentina Gallina impresa famigliare oggi alla seconda generazione che esprime grandi numeri ma conserva valori e approccio delle origini. E poi “Uno su mille” di Gianni Morandi ha visto la testimonianza di Emanuela, separata, mamma di due figli di cui una è ragazza disabile grave. Emanuela ha parlato delle difficoltà per entrare nel mondo del lavoro coniugandole con le esigenze di assistenza alla figlia. E poi tra gli altri anche Paola Roma sindaco di Ponte di Piave attraverso “Imagine” di John Lennon ha parlato della capacità di immaginare un futuro migliore per una comunità, per un territorio.

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