Festa settembrina multata, ecco perché

Wanda Antoniazzi, dirigente del settore Attività Produttive ed Ezio Camerin, comandante della Polizia Locale spiegano così i motivi che li hanno obbligati a negare l’autorizzazione

VITTORIO VENETO In ordine alle notizie comparse sulla stampa e relative ai provvedimenti adottati a carico degli organizzatori della “Festa Settembrina”, Il comune di Vittorio Veneto rende necessario chiarire che gli stessi stati sanzionati per aver dato avvio ad una attività di somministrazione e di pubblico spettacolo senza avere ottenuto preventivamente la necessaria autorizzazione. "La stessa è stata negata non per un presunto atteggiamento miope e leguleio da parte degli uffici comunali, - si legge in una nota stampa - ma per la mancanza dei necessari presupporti"

Wanda Antoniazzi, dirigente del settore Attività Produttive ed Ezio Camerin, comandante della Polizia Locale spiegano così i motivi che loro malgrado li hanno obbligati a negare l’autorizzazione richiesta e ad irrogare le sanzioni: “Il diniego è stato un atto dovuto a fronte dell’incapacità degli organizzatori di dimostrare la sicurezza degli impianti e delle strutture". 

La documentazione a corredo della domanda era carente e i tecnici che avevano prodotto i vari documenti si contraddicevano a vicenda. Nella prima riunione del 10 agosto, la Commissione per il Pubblico Spettacolo anziché bocciare la pratica, attendeva l’arrivo di un tecnico dell’organizzazione per spiegargli quali fossero le carenze e le contraddizioni riscontrate.

La stessa Commissione suggeriva come integrare strutture e documentazione e, in via del tutto eccezionale, decideva di riconvocarsi 10 giorni dopo per consentire l’eliminazione delle fonti di pericolo e la regolarizzazione della documentazione. Anche successivamente, in più occasioni e con una certa insistenza, funzionari e amministratori cercavano il dialogo con diversi referenti della società sportiva per evidenziare la mancata osservanza delle norme di sicurezza e ribadire la necessità di regolarizzare la situazione. Purtroppo, non ricevevano risposte e tanto meno venivano risolte le criticità evidenziate. Infine, l’organizzatore, a fronte dell’inevitabile diniego, presentava una Segnalazione certificata di inizio attività per attivare gli spettacoli già calendarizzati. Possibilità offerta dalla normativa purché un tecnico asseveri (garantisca) che le strutture e gli impianti siano realizzati a regola d’arte. Purtroppo, la Segnalazione presentata non aveva allegato alcun documento quindi era irricevibile e non valida per procedere con i festeggiamenti. In questa situazione la domanda che si sono posti gli uffici è stata: se tutto era a posto come dichiarato verbalmente dall’organizzatore, perché nessun tecnico del Salsa si è assunto la responsabilità di dichiararlo?  Di fronte alla decisione unilaterale di aprire le porte al pubblico, non supportata dalla documentazione prescritta dalla legge, al Comando non rimaneva altra possibilità che comminare le sanzioni previste”.

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