Ztl: una raccolta firme chiede al sindaco di riattivare i varchi in città

L'iniziativa arriva dai soci della Fiab, associazione Amici della bicicletta che vorrebbe chiedere alla giunta Conte di rimettere le Ztl in centro per ridurre il traffico

Foto d'archivio

La Fiab - Amici della bicicletta di Treviso, si è detta fortemente contraria alla riapertura delle zone a traffico limitato in alcune strade del centro storico di Treviso. L'annuncio è stato dato in occasione del pranzo sociale e della festa per il decennale dell'associazione tenutasi a Villa Tiepolo Passi di Carbonera dov'è stata avviata una raccolta firme tra i soci con la speranza di poter convincere l'amministrazione guidata dal sindaco Mario Conte a cambiare idea sulla riapertura dei varchi. Qui sotto, il testo completo della lettera che l'associazione trevigiana ha deciso di scrivere al Comune.

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Una delle prime iniziative della nuova giunta di Treviso riguardante la mobilità cittadina è stata aprire ai mezzi motorizzati la Ztl che inizia da Piazza San Francesco. L’effetto di questa decisione è stato ovvio: il traffico automobilistico in quel tratto del centro storico è aumentato. La Fiab - Amici della Bicicletta di Treviso non condivide questa decisione. Riguardo a questo provvedimento, in controtendenza rispetto alle politiche intraprese in altre città, come per esempio Milano, per contrastare l'inquinamento e salvaguardare la salute pubblica, la nuova giunta afferma sui media locali che così si andrebbe incontro alle richieste dei commercianti di quella zona. Risulta difficile credere che nel 2018 ci sia ancora un’amministrazione in questo Paese che per accontentare le richieste di alcuni commercianti non si cura della salute del resto della popolazione. Dovrebbe essere ormai ovvio a tutti infatti che il 23% delle emissioni di CO2 proviene dai trasporti motorizzati, per non parlare delle polveri sottili, killer lento e silenzioso. Quindi si mette a repentaglio la salute della maggior parte della popolazione cittadina ed in particolare delle fasce più vulnerabili: anziani e bambini. Il centro storico di Treviso, di evidente impianto medievale, è molto raccolto e piccolo ed è pertanto facilmente percorribile interamente a piedi ed in bicicletta. Il delicato impianto urbanistico della nostra città non è adatto ai mezzi motorizzati che sono non solo un elemento di pericolo ed inquinamento ma  imbruttiscono e danneggiano il prezioso equilibrio della nostra amata cittadina. Senza contare il fatto che numerosi studi ed esperienze dimostrano che dopo un iniziale periodo di assestamento, la pedonalizzazione dei centri urbani porta ad una maggiore fruibilità degli spazi con positive ricadute, oltre che per la salute e la qualità della vita dei cittadini, anche per i commercianti stessi. Auspichiamo quindi che l'amministrazione voglia ricredersi ed intraprendere politiche illuminate che vadano incontro alle reali esigenze della collettività: salute, benessere e qualità della vita.

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