Fiume Soligo: terminati i lavori di ripristino delle difese spondali in quattro comuni

L'assessore regionale alla difesa del suolo Giampaolo Bottacin: "Investiti circa 250 mila euro per rafforzare la sicurezza del territorio"

PIEVE DI SOLIGO Si sono recentemente conclusi i lavori di pronto intervento per la riparazione dei danni alle difese idrauliche del fiume Soligo e relativi affluenti, conseguenti alle avverse condizioni meteo verificatesi nei primi mesi del 2018 nei territori rivieraschi di Cison di Valmarino, Follina, Farra di Soligo e Pieve di Soligo. “L’intervento, per il quale sono stati investiti complessivamente 244 mila euro – spiega l’assessore regionale alla difesa del suolo, Gianpaolo Bottacin – era stato avviato in condizioni di somma urgenza a fine febbraio e ha permesso di recuperare le difese esistenti a tutela delle aree abitate, ripristinando la funzionalità idraulica mediante l’asporto di materiale di sovralluvionamento con l’obiettivo di garantire la sicurezza in prossimità di insediamenti produttivi e abitativi”.

Dal punto di vista tecnico, sono state eseguite opere di difesa in pietrame, oltre al taglio della vegetazione e a lavori di scavo di sbancamento in alveo. In particolare, a Cison di Valmarino sono state ricostruite le difese spondali in roccia per una lunghezza di 40 metri, mentre a Follina è stata ricostruita una difesa in pietrame di metri 100, oltre a un intervento di scavo di sbancamento di circa 800 metri cubi, per il risezionamento del corso d’acqua con rimozione del materiale sovralluvionato depositatosi durante il decorso di una piena. Nel Comune di Farra di Soligo, oltre al taglio di piante infestanti che ostacolavano il libero deflusso delle acque nell’alveo, si è proceduto al ripristino di una difesa in roccia esistente attraverso la ricostruzione della scarpata con materiale roccioso e la risagomatura del tutto.

A Pieve di Soligo si è invece provveduto all’asporto di materiale sovralluvionato per circa 2000 metri cubi, oltre al rimaneggiamento e al ripristino funzionale di una scogliera in massi di pietrame, che era stata danneggiata e resa più vulnerabile a contatto con l’acqua, divenuta pericolosa in caso di ulteriori piene. “Tanti interventi, piccoli e grandi, caratterizzano anche quest’estate ricca di cantieri – conclude Bottacin –con cui intendiamo garantire il rafforzamento della sicurezza idrogeologica del territorio”.

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