Gare di fuoristrada nelle grave del Piave: il caso finisce in Regione

Il consigliere Zanoni ha presentato un'interrogazione per chiedere la sospensione delle gare di fuoristrada e quod lungo le grave del fiume. «Quali provvedimenti prenderà Zaia?»

«Dopo la ‘festa’, mi auguro che i responsabili paghino i danni. E che la Regione non faccia sconti». A dirlo è il consigliere del Partito Democratico, e vicepresidente della commissione Ambiente, Andrea Zanoni che ha presentato un’interrogazione alla Giunta Zaia sulla gara di fuoristrada e quod, ‘Italian Baja di Primavera 2019’ che si è svolta a inizio marzo nell’area delle Grave di Ciano, che fa parte della Rete Natura 2000, tra i Comuni di Crocetta del Montello e Vidor.

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«Trovo molto grave che sia stato concesso il via libera a una manifestazione del genere in un Sito di importanza comunitaria (Sic), ora Zona speciale di conservazione (Zcs) con tanto di dichiarazione di non necessità di Vinca (Valutazione di incidenza ambientale). È impensabile far passare potenti fuoristrada in un complesso di aree naturalistiche molto delicate e di  altissimo pregio ambientale. Si tratta dell’unica area steppica nella provincia di Treviso, dove crescono varie orchidee, sostano rare specie di avifauna come l’Albanella reale e altre rarissime, ad esempio l’Occhione, si riproducono. Non ci voleva un mago per prevedere le conseguenze e infatti i numerosi video, fotografie e segnalazioni che ho ricevuto da cittadini e associazioni mostrano la presenza di solchi profondi sul terreno con danni alla flora, mentre il rumore dei fuoristrada, udito a chilometri di distanza, ha causato lo spavento e lo spostamento della fauna presente nelle Grave - ricorda il consigliere del Partito Democratico  - che chiama direttamente in causa la Regione. Questi luoghi rientrano tra gli ambiti indicati nelle ‘Linee guida relative a manifestazioni pubbliche e private e a operazioni di manutenzione ordinaria e/o straordinaria della vegetazione, per evitare incidenze significative sui siti della Rete Natura 2000 nel territorio del Bim Piave’; una nota dell’11 dicembre 2015 del direttore della Sezione coordinamento Commissioni della Regione Veneto, vieta lo svolgimento di simili eventi in queste zone e durante il periodo riproduttivo delle specie. Tutto ciò non è menzionato nell’autorizzazione rilasciata dall’Ufficio di polizia locale di Crocetta del Montello lo scorso 9 gennaio. Mi auguro - conclude Zanoni - che simili manifestazioni vengano definitivamente stoppate nelle aree di Rete Natura 2000, nel pieno rispetto e applicazione della legge, con il contributo attivo della Regione che adesso, a mio avviso, deve prendere dei provvedimenti e sanzionare chi ha violato disposizioni comunitarie, statali e regionali, così come auspico che le indagini in corso dei Carabinieri forestali sfocino in una notizia di reato alla Magistratura». 

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