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Demolizione del ponte Morandi di Genova, un trevigiano a coordinare l'esplosione

 

Il giorno tanto atteso, e per molti versi temuto, è arrivato: oggi le pile 10 e 11 del ponte Morandi sono state fatte esplodere, crollando l’una verso l’altra decretando, di fatto, la fine del viadotto collassato il 14 agosto 2018, portando con sé la vita di 43 persone. Operazioni in ritardo a causa di alcuni intoppi nella fase di evacuazione, l'innesco è stato annunciato da tre colpi di sirena alle ore 9.37 e il ponte è esploso alle 9.38, in leggero ritardo rispetto alla tabella di marcia fissata nei giorni precedenti. In sei secondi è sparito in una nube di polvere tra gi applausi dei presenti in zona mentre il boato è stato avvertito in tutta la città di Genova, da Voltri fino a Sturla e al levante, ma anche in diversi comuni della provincia.

L’esplosione è durata circa 6 secondi: questo il tempo che è stato necessario per minare gli stralli che uniscono il ponte all’autostrada e far crollare una verso l’altra le pile. Una volta esplose le cariche e crollate le pile, in cantiere accederanno i demolitori coordinati da Danilo Coppe, trevigiano di Segusino, uno dei maggiori esperti di esplosivi a livello mondiale, che controllano che non vi siano rimaste cariche inesplose e bonificheranno l’area.

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