Giorgio Anselmi del “Movimento Federalista Europeo” incontra gli studenti del Cfp di Fonte

Il Presidente del Mfe ha incontrato i ragazzi del terzo anno in vista delle prossime elezioni europee, spiegando loro il percorso storico che ha portato alla nascita dell’Unione Europea

Venerdì il Centro di formazione professionale (Cfp) Opera Monte Grappa di Fonte ha ospitato Giorgio Anselmi, presidente del “Movimento federalista europeo” (Mfe) che ha incontrato i ragazzi del terzo anno in vista delle prossime elezioni europee. L’incontro si è inserito in un progetto in cui diverse associazioni tra cui “Partecipare il Presente” in collaborazione con l’Ufficio di Pastorale sociale e del Lavoro della diocesi di Treviso, hanno messo a disposizione persone e risorse per avvicinare il valore dell’essere Europei al mondo della scuola. Agli allievi del Cfp Anselmi ha spiegato il percorso storico che ha portato alla nascita dell’Unione Europea sottolineandone le potenzialità e le contraddizioni. Ad Anselmi abbiamo chiesto la sua opinione su alcuni temi europei.

Parlare di Europa soprattutto ai giovani perché è un argomento non conosciuto. C’è ignoranza…

«Si, ci sono molte false verità sull’Europa e bisogna cercare di spiegarle. Dobbiamo comprendere come l'Europa sia una necessità imposta dalla storia. Se vogliamo avere ancora un ruolo non dobbiamo lasciare che altri determinino il nostro futuro. Penso alla Cina, all'India, agli Stati Uniti, alla  Russia. L'Europa potrebbe avere opportunità se gli Stati gliele concedessero. Penso all’Unione fiscale, economica e politica, all’immigrazione, alla ricerca e alla disoccupazione. L'Europa per certi aspetti è troppo grande per le questioni piccole ma è troppo piccola per le questioni grandi".

Un esempio: quando si parla di alcuni prodotti agricoli e l’Europa impone regole considerate assurde…

«Penso che l'Europa dovrebbe rinunciare ad alcune normative che potrebbero essere lasciate benissimo agli stati nazionali o agli enti regionali e si occupasse invece delle cose importanti per il nostro futuro. Penso alla ricerca, alla politica estera, all’esercito europeo, alla sicurezza, temi determinanti per i cittadini".

E la questione immigrazione?

«Non è di competenza dell'Unione Europea se non in maniera limitata. Ricordo un dato: l'Unione Europea spende per l’immigrazione lo 0,8% del bilancio europeo. I dipendenti di Frontex (l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera), diventeranno 1015 nel 2020 contro i 100 mila della guardia Costiera americana. E’ impossibile quindi per l'Europa dare una risposta perché non ne ha i mezzi. L'Europa è nelle mani degli Stati nazionali. Forte dove può operare, debole e impotente dove gli Sati nazionali non gli danno le competenze per operare».

«Credo sia stato importante questo incontro che ha cercato di illuminare e aiutare i nostri ragazzi a liberarsi da pregiudizi ideologici – aggiunge il presidente dell’Opera Monte Grappa nonché responsabile diocesano dell’Ufficio di Pastorale sociale e lavoro don Paolo Magoga - La nostra scuola è sempre stata aperta all’Europa. Abbiamo allievi di venti nazionalità diverse. Innumerevoli sono stati e sono tutt’ora gli incontri, gli stage, i gemellaggi che ci portano ad aprire le nostre frontiere. Una scuola aperta è la condizione fondamentale per crescere ed educare ad una mente aperta".

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