Giornata della Memoria: tutte le iniziative in provincia di Treviso

Film, mostre, eventi e tante altre iniziative sono state organizzate in tutta la provincia per ricordare la tragedia dei campi di concentramento. Qui tutte le iniziative in programma

Il 27 gennaio sarà la giornata dedicata al ricordo di tutte le persone che hanno perso la vita nell'Olocausto. Tantissime le iniziative organizzate in tutta la provincia di Treviso con eventi culturali organizzati per tenere sempre viva la memoria su una delle pagine di Storia più drammatiche del Novecento.

Treviso

Anche quest’anno la Provincia di Treviso ha voluto celebrare il Giorno della Memoria con un’iniziativa rivolta particolarmente ai ragazzi delle scuole superiori della città. Per riflettere sui tragici avvenimenti che hanno sconvolto l’Europa e l’Italia delle leggi razziali è stato proposto, venerdì 25 gennaio, uno spettacolo dal titolo "Il vento sul cuore" che racconta la storia di Ida Marcheria ed Elvia Bergamasco. Ida Marcheria, è l’ultima superstite del trasporto da Trieste ad Auschwitz del dicembre 1943. Lo spettacolo racconta la sua incredibile storia e il dramma vissuto con la sorella Stellina. Due ragazzine ebree condotte ad Auschwitz nell’inferno del campo di sterminio. Sole di fronte alla morte e a ciò che resta della vita. La ribellione e la sopravvivenza quotidiana, il lavoro stremante nelle fabbriche del lager, le selezioni e le marce, il rientro come fantasmi in una Trieste che non vuole sapere. 88653, un marchio che resterà per sempre sulla pelle di Elvia Bergamasco, giovane staffetta partigiana, arrestata nell’estate del ’44 da un Comando delle SS nella polveriera dove lavora, a Medeuzza, in provincia di Udine. Ha solo 17 anni ed è totalmente ignara di ciò che l’aspetta. Condannata ai lavori forzati porta con sé il cappotto migliore e gli orecchini d’oro, per ben figurare nel nuovo luogo di lavoro... non sa ancora di essere diretta verso l’orrore di Auschwitz. Accolte dal presidente Stefano Marcon le autorità civili e militari che hanno presenziato alla cerimonia. Tra queste l’assessore Lavinia Colonna Preti, delegata dal sindaco della Città di Treviso, Nicola Zattiero Delegato dalla Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Treviso, il sindaco di Pieve di Soligo, Stefano Soldan, nella doppia veste anche quale delegato a rappresentare il Bim Piave Treviso e Maria Rosaria Laganà, Prefetto di Treviso. Il Consigliere delegato alla Cultura, Leopoldino Miorin, ha introdotto e coordinato la giornata, che ha visto l’importante momento di consegna delle medaglie d’Onore – ritirate dagli eredi -  concesse a nostri concittadini vittime della tragica deportazione nei lager nazisti. «La memoria è il compito che abbiamo noi, fortunatamente non testimoni diretti della guerra che oggi raccontiamo – si rivolge agli studenti Stefano Marcon, Presidente del Sant’Artemio – e ne avremo da raccontare ancora per seimila anni; perché sei milioni di morti e 1000 nuove storie ogni anno, saranno purtroppo, l’impegno che abbiamo l’obbligo di tramandare per non dimenticare. Se manca il ricordo– ha detto Marcon rivolto ai ragazzi – si rischia di commettere nuovamente errori irrimediabili; fatela una riflessione profonda, siete voi futuro e tedofori della memoria».

Sempre a Treviso, sabato 26 gennaio, dalle 16:30 alle 18, il primo evento organizzato presso la biblioteca comunale Andrea Zanzotto di Treviso, in città giardino. Lucio De Bortoli dell'Istresco presenterà il libro "Gerda's Memoir". Gerda Pressburger, in fuga con i genitori dalla follia nazista di metà Novecento, ha trascorso alcuni anni della sua vita a Montebelluna, presso la famiglia di Angelo Bressan, sotto il controllo delle autorità, in regime di "Internamento libero". All'inizio del 1944 i suoi genitori vengono arrestati e successivamente deportati ad Auschwitz da cui non faranno ritorno. Gerda, però, viene nascosta e salvata da monsignor Daniele Bortoletto e poi tutelata presso l'orfanatrofio Don Bosco di Guarda per essere consegnata, a guerra finita, ai famigliari residenti in Portogallo. In questi ultimi decenni è stata cercata, senza esito. Ora è stata ritrovata. E se non è stata purtroppo ritrovata in vita (Gerda, nata nel 1934, è morta nel 2012) sono state rintracciate le sue memorie che ora vengono consegnate alla memoria pubblica. (Dal sito dell'Istresco). L'ingresso è libero e gratuito. Per info 0422-410840. Inoltre, dal 26 gennaio al 9 febbraio, sempre in occasione della Giornata della Memoria presso la biblioteca Zanzotto di Treviso sarà allestita la mostra "Persone a metà - Storie di violenze dai campi" riproduzioni di disegni realizzati dagli internati, curata dal Coordinamento Lgbte di Treviso e da Istresco in collaborazione con il Comune di Treviso.. Verranno esposti sette pannelli e alcuni video che raccontano l’esperienza dei lager nazisti e documentano la gravità delle offese arrecate alle persone nel loro intimo, con umiliazioni che degradavano il fisico e la percezione di sé. Attraverso disegni e testo saranno illustrati alcuni metodi di punizione, l’immatricolazione come processo di perdita dell’individualità e le violenze a cui anche i deportati italiani furono testimoni, ma verrà affrontato anche il tema della prigionia femminile e quello dei prigionieri internati per la loro omosessualità. Grande attenzione verrà prestata anche alla delicata questione del difficile ritorno alla vita dei deportati. Tema centrale della mostra è la volontà di dare voce a chi i lager li ha vissuti, attraverso brani tratti da interviste e altre testimonianze poco conosciute di persone provenienti perlopiù dal Veneto, per ricordare le tante orribili sfaccettature attraverso cui si manifesta la prevaricazione dell’uomo sull'uomo. L’iniziativa vuole essere un invito a riflettere sull'importanza di tutelare i diritti della persona e di coloro che vengono percepiti come minoranze. L'inaugurazione sarà sabato 26 gennaio alle ore 16.30. La mostra sarà visitabile negli orari di apertura della sede, dal lunedì al venerdì 9-20 sabato 9-13.

Mogliano Veneto

Ricchissimo il programma di iniziative anche a Mogliano. Domenica 27 gennaio la commemorazione ufficiale e, fino al 2 febbraio, una rassegna ricca di incontri, dibattiti, spettacoli teatrali e musicali. Il programma, in calendario fino al 2 febbraio, è realizzato in collaborazione con l’Anpi Mogliano-Preganziol, le associazioni Combattentistiche e d’Arma, il Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi, il Gruppo Musicale Città di Mogliano, le Associazioni Oltre Lo Sguardo, Pausa in Sol Maggiore, Attori per Caso, il Gruppo Quante Storie! e Fuoriclasse, la Soms e le scuole del territorio. Domenica 27 gennaio, il Giorno della Memoria sarà commemorato ufficialmente in Piazza Caduti a partire dalle ore 10.30, con la deposizione di una composizione floreale e di un intervento del Sindaco, Carola Arena. Seguirà alle 10.50, nell’atrio del municipio, un intervento di Ester Jacchia Frezza dal titolo “Memoria di bimba”, accompagnato poi dall’interludio musicale a cura di Ensemble Pausa in Sol Maggiore. Contemporaneamente, Piazza Caduti ospiterà l’installazione “Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz”, opera di Angelo Zennaro e le esposizioni “Menzogna della razza” e “Le donne nei lager nazisti”. La Giornata si concluderà con la quarantesima “Fiaccolata dei 5 Panaini”, promossa dalla SOMS e legata ai temi della Memoria. La rappresentazione dal titolo “La notte senza fine”, a cura dell’Associazione Culturale Attori per Caso con musica dal vivo e coreografie di Patrizia Spadon del Corpo di Ballo "Fuori Quota", è in programma sabato 26 gennaio alle ore 20.45 al Teatro Astori. La stessa rappresentazione sarà replicata per gli studenti del Liceo Statale “G. Berto” sabato 2 febbraio. Un appuntamento fitto di iniziative quello di martedì 29 gennaio, che inizierà alle ore 21 al Teatro Busan con “Memoria e futuro”, un incontro con Riccardo Calimani – scrittore e storico italiano, conosciuto soprattutto come storico dell'ebraismo italiano ed europeo – al quale interverranno il sindaco, Carola Arena, e Angelo Zennaro, pittore. La serata proseguirà con “Il canto dell’arrivo ad Auschwitz”–“Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz”, opera di Luigi Nono per nastro magnetico (1965), per concludersi con la performance musicale “Il Cielo e la cenere”, in collaborazione con l’Associazione Oltre lo Sguardo. Verterà sulle testimonianze di Loris Levak dell’Associazione Rom Kalderash di Venezia, con letture e immagini, l’incontro “Porrajmos. La shoah dimenticata di Rom e Sinti” di giovedì 31 gennaio alle ore 18, che si terrà all’auditorium Scala della Scuola M. Hack, a cura del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi, insieme a Gruppo Fuoriclasse. Tutte le iniziative saranno ad ingresso libero.

San Biagio di Callalta

Dopo il partecipato incontro con lo scrittore Matteo Corradini e la vicepresidente dell’associazione Figli della Shoah, Marina Scarpa Campos, il programma per la Giornata della Memoria, realizzato dall'amministrazione comunale e dalla Pro Loco di San Biagio di Callalta, prosegue con altri eventi. Il primo, giovedì 24 gennaio (ore 20.45, sala consigliare in piazza Tobagi), prevede la proiezione del docufilm “1938-Diversi” di Giorgio Treves, realizzato da Tangram Film di Roberto e Carolina Levi, in collaborazione con Sky Arte e presentato durante la 75^ edizione della Mostra del cinema di Venezia. Il film racconta che cosa comportò per gli ebrei italiani l’attuazione di quelle leggi razziali e come la popolazione, ebraica e non, visse il razzismo e la persecuzione. Durante la serata sarà presente anche l’illustratore trevigiano Paolo Gallina che per l’occasione ha realizzato un’immagine raffigurante la sottigliezza degli effetti quotidiani delle leggi razziali, immagine utilizzata anche per la locandina dell’iniziativa. Il secondo evento riguarda la mostra “1938-1945 La persecuzione degli ebrei in Italia” a cura di Cdec, visitabile fino a domenica 27 gennaio presso le sale Casa Rossa (orario sab.-dom. 10.12 e 15.30-18). Si tratta di un’esposizione che attraverso documenti pubblici e privati, fotografie, giornali, carte geografiche, lettere racconta la storia di un popolo. All'interno dell’esposizione di trovano alcune installazioni ideate e realizzate dall'associazione Oblique e dalle guide insieme agli studenti dell’Istituto comprensivo dopo aver visitato la mostra. Il programma delle celebrazioni per la Giornata della Memoria, curato dai consiglieri comunali Marta Sartorato e Giacomo Paqualato, prevede infine una messa commemorativa, nella chiesa arcipretale di San Biagio di Callalta, alle ore 11 di domenica 27 gennaio, accompagnata da un componimento di musica ebraica. Anche la biblioteca comunale ha allestito per l’occasione “uno spazio per la Memoria” all'interno dei locali in via 2 Giugno con libri e video che raccontano il tema della Shoah.

Montebelluna

Gli studenti del Liceo Levi di Montebelluna il mattino del 28 gennaio e in replica, aperta a tutti, la sera alle 20,30 ripercorrono la  costruzione di ghetti e di muri nel mondo e in Veneto in occasione della “Giornata della Memoria”. Sarà presentato lo spettacolo teatrale "Muri di ieri. Muri di oggi", prodotto e interpretato dagli studenti del liceo. Il 9 novembre 2019 ricorreranno i trent’anni dall’abbattimento del Muro di Berlino. Gli studenti del Liceo Levi di Montebelluna, lunedì 28 gennaio, in occasione della “Giornata della Memoria”, presenteranno il frutto di un loro approfondimento che parte dalla costruzione del muro del Ghetto di Varsavia e dei ghetti in provincia di Treviso e in Veneto, passando per il più famoso muro della storia, quello di Berlino, per arrivare ai muri odierni presenti nel mondo. Perché si costruiscono i muri? Per difesa, per separare città, per dividere Paesi, per delimitare zone pericolose e per non far passare idee o persone. I muri si costruiscono soprattutto per precludere la libertà altrui. Gli studenti si sono chiesti se sia insito nell’uomo alzare muri non solo fisici, ma  anche mentali e hanno allestito lo spettacolo teatrale. Parteciperà allo spettacolo l’Orchestra d’Istituto, diretta dalla professoressa Fiorella Tessariol. Nel corso della mattinata del 28 gennaio si terranno due rappresentazioni dello spettacolo per gli studenti e in serata vi sarà anche una replica, a partire dalle ore 20,30, aperta ai genitori, alle autorità e a tutta la cittadinanza. Verrà narrata la nascita dei ghetti e dei muri, le storie di persone comuni che si incroceranno con quelle di eroi come Marek Edelman o di Irena Sendler, i tentativi di fuggire dal ghetto o di oltrepassare il muro, il tutto prendendo spunto dagli scritti di G. Cunial o di M. Edelman. Sotto la guida delle docenti Claudia Minchillo e Rossella Zanni i ragazzi hanno avuto modo di documentarsi e di comprendere come si vivesse nel ghetto e divisi da un muro nella stessa città. L’azione scenica, dunque, darà modo di riflettere sul fatto che la storia passata e purtroppo, anche quella recente, ci dà conferma che delimitare il proprio territorio è un bisogno vitale dell’uomo e l’uomo lo fa usando un modo chiaro ed inequivocabile per i suoi simili: il Muro, appunto.

Breda di Piave

Presentazione del libro “Una candela illumina il Lager” di Silvia Pascale. Giovedì 31 gennaio alle ore 20.30, nell'ambito di un’attività di riflessione e sensibilizzazione della comunità e degli alunni di tutte le scuole del territorio, si terrà la presentazione del volume “Una candela illumina il Lager”, scritto dalla docente e studiosa di storia trevigiana Silvia Pascale e pubblicato lo scorso settembre da Ciesse Edizioni. Il libro è stato tratto dal diario di Giancarlo Turchetto, sottotenente in Grecia, catturato dai tedeschi e deportato attraverso un lungo viaggio prima in Polonia e poi in Germania. La storia del protagonista è una delle tante vicende che coinvolsero oltre 600mila militari italiani fatti prigionieri dai tedeschi dopo l’8 settembre del ‘43. È la storia di una Resistenza senz’armi, di un militare che ha scelto di restare nel Lager piuttosto che collaborare con Hitler e Mussolini. La presentazione sarà arricchita dalle letture di alcuni brani tratti dal libro ad opera di Francesca Piaser. La serata proseguirà con l’omaggio agli ex internati della sezione di Breda di Piave e con il ricordo di Alvise Curtolo, mancato a gennaio 2018, e la partecipazione del Coro Ana Fameja Alpina. L'evento, a ingresso gratuito fino a esaurimento posti, si terraà nella sala consiliare di Villa Olivi di Breda di Piave.

Carbonera

“Pensieri in Circolo” è un’iniziativa culturale di divulgazione filosofica nata per avvicinare le persone alle opere e ai temi della nostra tradizione di studi filosofici. Organizza e promuove incontri di lettura e approfondimento creando spazi di dialogo e di confronto critico. Tutti gli incontri sono a cura di Marco Carniello (Università degli Studi di Padova) e si svolgono dalle ore 20.45 presso la sala Aldo Moro in piazza Fabris, a Carbonera. Ingresso libero e gratuito. Venerdì 25 gennaio, alle ore 20.45, la serata sarà dedicata a "Il rischio della memoria", incontro su Primo Levi con la filosofa Silvia Ferrari. Per conoscere, ricordare, riflettere. In occasione della Giornata della Memoria, in collaborazione con il Comune di Carbonera e la Biblioteca comunale, “Pensieri in Circolo” propone una serata di approfondimento dedicata a Primo Levi, testimone e scrittore della Shoah. Grazie al prezioso contributo di Silvia Ferrari (Fondazione Internazionale Alti Studi di Modena), studiosa e profonda conoscitrice dell’autore di Se questo è un uomo, ci accosteremo al delicato problema della memoria come strumento ambivalente e “arma a doppio taglio” a disposizione dell’uomo e dell’umanità. Il titolo della serata Il rischio della memoria intende infatti sottolineare come la memoria sia sempre da considerarsi un rischio perché capace di far riemergere ferite antiche, ma anche sempre a rischio perché suscettibile di essere manipolata o addirittura cancellata. Nell'anno del centenario dalla nascita di Primo Levi, questa serata sarà l’occasione per conoscere più da vicino una delle personalità più significative del secolo scorso le cui parole conservano tutt'oggi un valore di grande importanza intellettuale e civile per comprendere il nostro passato e per affrontare il nostro avvenire.

San Pietro di Feletto

In occasione della “Giornata della Memoria” il Comune di San Pietro di Feletto, in collaborazione con la Pro Loco, ha organizzato un evento speciale: la proiezione in lingua originale (con sottotitoli in italiano) del film “La notte dei Cristalli. 9 Novembre 1938, quando la notte fu più gelida”. La proiezione si terrà sabato 26 gennaio alle ore 17.30 presso la Barchessa Municipale a Rua. All’evento sarà presente il regista Hermann Weiskopf che interloquirà con il pubblico. A presentare l’iniziativa sarà la professoressa Chiara Ceschin. Il lungometraggio racconta la storia vera di Richard Berger, presidente della comunità ebraica di Innsbruck in Austria, che venne ucciso brutalmente dai nazionalsocialisti. Diretto dal regista e produttore Hermann Weiskopf, che si è avvalso delle interviste straordinarie di testimoni dell’epoca, il film ha ottenuto varie nomination e riconoscimenti al Festival del film ebraico di Zagabria nel 2014, al Premio internazionale del Film di Berlino sempre nel 2014 e al Festival internazionale del Cinema di Southampton nel 2016. Hermann Weiskopf nasce a Innsbruck in Austria il 29 settembre 1962. Ha vissuto a Roma dove ha studiato recitazione presso le scuole "La Scaletta" e "Mimo Teatro Movimento". Ha prima recitato in 45 film, per lo più italiani, sotto la regia di famosi registi tra cui Federico Fellini, Franco Zeffirelli, Mario Monicelli, Tinto Brass, per poi scoprire la sua propensione per la produzione e la regia. In qualità di direttore di produzione ha realizzato numerosi documentari, spot, filmati industriali. Per più di otto anni ha lavorato per la società cinematografica Delta Film operante a Innsbruck, ottenendo importanti riconoscimenti a livello internazionale. Attualmente produce e ricopre il ruolo di regista per la Avg Film Produktion, la nuova società che ha aperto nel 2014, AVG sta per Das audiovisuelle Gedächtnis cioè memoria audiovisiva. La sua opera mira a documentare filmicamente gli eventi storici, con una particolare attenzione a quelli legati al periodo del nazionalsocialismo.

Altivole

In occasione della Giornata della Memoria gli alunni della scuola secondaria dell’Istituto Comprensivo di Altivole, in collaborazione con la biblioteca e l’amministrazione del Comune, assisteranno lunedì 28 gennaio alla proiezione del film “Corri ragazzo corri” (“Lauf Junge lauf”). Trattasi di un film del 2013, della durata di 82 minuti, prodotto in collaborazione tra Germania, Polonia e Francia, diretto da Pepe Danquart. Il film è un adattamento del romanzo Corri ragazzo, corri di Uri Orlev, pubblicato nel 2000 e basato su eventi reali della vita di Yoram Friedman. E' adatto alla visione dei ragazzi, il protagonista stesso è un ragazzino ebreo in fuga, che affronta mille peripezie e difficoltà. Il giovane Srulik ha 9 anni quando scappa dal Ghetto di Varsavia. Sopravvive alle rigide stagioni polacche e alla cattura da parte dei militari tedeschi fuggendo nelle campagne, di fattoria in fattoria, lavorando in cambio di cibo. Sarà proprio così che un giorno incontrerà una signora che lo accoglierà e lo istruirà per mascherare a tutti il fatto di essere ebreo. Un giorno purtroppo mentre lavora perde anche un braccio. Si ritroverà tante volte "davanti alla morte" ma riuscirà sempre a scamparla con metodi molto strategici e astuti. Ragazzo sveglio e agile, nel suo cammino incontrerà amici e nemici, mentre la seconda guerra mondiale è in svolgimento. Finisce in modo positivo e con un messaggio di speranza. Gli studenti si recheranno presso l’Auditorium accompagnati dai rispettivi docenti, con l’aiuto dei quali si saranno documentati sulle tematiche proposte. La proiezione si svolgerà in due turni dalle ore 8.30 alle ore 12.00. Farà seguito un momento di condivisione e di riflessione nelle singole classi. Anche gli scolari della primaria saranno coinvolti in attività di approfondimento e sensibilizzazione, proposte dalle loro docenti.

Oderzo

Centenari e ultracentenari, e figli di soldati. Sono gli ultimi testimoni della Prima Guerra mondiale combattuta sul fronte italiano. Vissero la guerra in casa, dal fiume Isonzo all’Adige quando l’Italia Nord orientale era contemporaneamente un campo di battaglia e un territorio abitato. Famiglie intere, spesso imparentate tra loro, si ritrovarono involontariamente nemiche su fronti opposti. Il film-documentario “I bambini della Grande Guerra” è stato presentato alla 75° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Ha vinto il Premio “Best Docu-Drama” ai Los Angeles Film Awards e il Premio “Best Foreign Feature” agli Hollywood International Independent Documentary Awards. Il film verrà presentato al Cinema Cristallo di Oderzo sabato 26 gennaio 2019 alle ore 10.30. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la Residenza per Anziani di Oderzo, presieduta da Maurizio Paro, presso la quale, durante la lavorazione del documentario, sono state raccolte alcune importanti testimonianze storiche, tra le quali ricordiamo anche quelle di Gabriella Princivalli e Lina Pesce i cui genitori vissero il dramma e gli orrori della Prima Guerra mondiale, al fronte e nelle retrovie. Il film è arricchito da filmati e foto d’epoca ritrovati negli archivi di tutto il mondo, da re-enactment storico con rievocatori in divisa, e scene di battaglie aeree e terrestri; e con la voce originale restaurata del discorso della vittoria del generale italiano Armando Diaz. Una testimonianza irripetibile e introvabile di un pezzo di storia che ora appartiene alla memoria collettiva dell’Italia, ma anche dell’Europa e del mondo. Durante e dopo le registrazioni delle loro testimonianze, i “bambini” sono quasi tutti scomparsi. Dei loro drammi, della loro vita, delle loro memorie è rimasto questo film. La loro ultima e consapevole eredità, preziosa per noi e per chi verrà dopo di noi. Una sessantina di storie personali e familiari che nessun libro ha mai raccontato, e mai potrà raccontare. Un monito per noi e per le generazioni future. Un messaggio, senza tempo, di pace e di tolleranza.

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