"Habitat naturale" tra colmelli e contrade con Elisabetta Granara

Cammino attraverso teatro, musica, reading  e itinerari culturali nei 12 Comuni della rete Centorizzonti, sul fil rouge dell’indagine dei tratti comuni di ville, borghi, contrade, le città d’arte e paesaggi, frutto di una storia rurale unica

POSSAGNO Il prossimo appuntamento prevede di raggiungere a piedi la chiesetta di Santa Giustina (borgo Cunial), dove si assisterà alla lettura scenica en plein air dell’attrice genovese: due personaggi, una sola voce immersa in una natura viva, per raccontare una storia che approfondisce una dinamica di fondo del vivere contemporaneo: le migrazioni e le loro conseguenze. Prosegue il programma Centorizzonti 2018. Àmbiti, ville borghi paesaggi, nell’ambizione di svelare e condividere la bellezza contemporanea dei territori, amplificandola attraverso le emozioni suscitate dal teatro, dalla musica, dallo spettacolo: domenica 8 luglio toccherà a Possagno , patria di Antonio Canova, dove attraverso una passeggiata dal centro del paese lungo la strada romana (alle 17.00, ritrovo al capitello di via Fornaci) tra colmelli e contrade si raggiungerà la Chiesetta di Santa Giustina (antico borgo Cunial) e qui, tra boschi, prati e case d’argilla alle 18.30 si potrà assistere in prima assoluta alla lettura scenica Habitat naturale, di e con Elisabetta Granara (prodotto da Gruppo di Teatro Campestre in collaborazione con Fondazione Luzzati Teatro della Tosse).

Con Habitat Naturale, progetto semifinalista Premio Scenario 2017 scritto a quattro mani con Diego Dalla Via, l’attrice genovese Elisabetta Granara definisce la sua cifra stilistica, ci ricorda i temi che le sono cari, offre il suo sguardo indagatore sull'attualità. La lettura scenica è ambientata in un Museo di Storia Naturale e racconta di quando una nuova presenza sconvolge la quiete della direttrice e del guardiano.  Due personaggi, una sola voce immersa in una natura viva, per raccontare una storia che si sviluppa tra i corridoi di una grande natura morta. Anche se siamo all’aperto, siamo rimasti chiusi dentro con le nostre paure. Ad aspettarci fuori, invece, c’è il futuro: una bestia sconosciuta, una specie in via di evoluzione.

Habitat naturale approfondisce una dinamica di fondo del vivere contemporaneo: le migrazioni e le loro conseguenze. I flussi migratori ricalcano le rotte lungo le quali da millenni si ripete il ciclico peregrinare di batteri, piante e animali. Alla base di tutto c’è la dispersione biologica, l’istinto di sopravvivenza che spinge a sfidare l’ignoto alla ricerca di un luogo in grado di ospitare il naturale sviluppo della vita. I musei di storia naturale sono luoghi di approfondimento e di divulgazione scientifica, che hanno avuto origine nell’epoca delle esplorazioni e dei fenomeni coloniali: essi cercano di restituire la fotografia di un mondo classificato, ordinato, perfettamente conosciuto, ma il fluire della vita non conosce tregua, l’evoluzione è un processo inarrestabile e il futuro è un territorio tutto da esplorare. Ecco dunque che la Storia e le Scienze naturali, che hanno classificato e ordinato il passato, sono strumenti che possono aiutarci a immaginare il futuro. 

Ogni concetto rimanda ad altro, apre scenari e crea suggestioni, fa ridere e riflettere, con la preziosa ambiguità che i vocaboli e le loro associazioni ci garantiscono se usati in modo meticoloso. Niente è detto didascalicamente  - salvo quanto serve per costruire la caricatura della dottoressa - tutto è felicemente suggerito e tenuto lontano da facili cliché, insistite ripetizioni, banali stereotipi. La “presenza” che in questo racconto porta lo scompiglio nella vita dei personaggi rappresenta lo sconosciuto che sulle prime spaventa, disturba, cambia gli equilibri, ma che infine si apre alla creazione del nuovo e salva dall’estinzione. 

Elisabetta Granara, classe 1984, è originaria di Valle Scrivia, Genova, ma la vita l'ha condotta a Tonezza del Cimone, Vicenza, piccolo paese di montagna dove ha trasferito Il Gruppo di Teatro Campestre, compagnia teatrale fondata con altri amici nel 2008 divenuta oggi marchio distintivo della sua poetica. Parallelamente alla laurea in teoria della letteratura e narratologia, gli anni di laboratori teatrali e seminari hanno dato i primi frutti e l'hanno convinta a intraprendere un percorso autorale sul contemporaneo: oggi si può definire attrice, regista e autrice. Tra la fine del 2014 e il 2015 ha vinto il Premio Giovani Realtà del Teatro con Proclami alla nazione e il Premio Crash Test con La vera storia dei Mole People. Inoltre ha iniziato a collaborare con il Teatro della Tosse, prima con la co-regia di Adagio (2014) e poi nella conduzione del corso base di recitazione (2015 - 16). Dal 2016 si dedica a nuovi progetti, ponendo così le basi di una nuova vita, anche artistica, in un nuovo habitat.  Al termine dello spettacolo ci sarà un piccolo momento conviviale. In caso di maltempo il programma del pomeriggio è riviato al 2 settembre.

Centorizzonti tornerà sabato 14 luglio alle 21.15 a Resana (Treviso) al Palazzo Barea Toscan Dolcetta con  Antonella Questa e il suo spettacolo “Svergognata”, mentre chiuderà la rassegna “Urlando Furiosa”, l’ultimo lavoro dell’attrice comica (già nel cast di Markette, Zelig Off e Colorado Café) Rita Pelusio, martedì 17 luglio alle 21.15 nel cortile del Teatro Accademico di Castelfranco Veneto (Treviso). Centorizzonti 2018. ÀMBITI, ville borghi paesaggi prevede in tutto dieci appuntamenti tra maggio e luglio, che vedono protagonisti artisti di fama nazionale e grande talento ma veicolano anche sorprendenti nuove proposte: tra questi quattro prime regionali, passeggiate in ambienti naturali, visite guidate, racconti dei luoghi e cene in ville, siti medioevali o rinascimentali,  attraverso borghi e contrade. I Comuni coinvolti sono Alano di Piave, Altivole, Asolo, Caerano di San Marco, Castelfranco Veneto, Castello di Godego, Maser, Possagno, Resana, Riese Pio X, Quero – Vas.

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