Asolo apre "La stanza di Freya": grande successo per l'inaugurazione

Il borgo trevigiano “dei cento orizzonti” ha aperto al pubblico, dopo la cerimonia al Teatro Duse, la nuova sezione permanente del suo museo dedicata alla celebre dama inglese

ASOLO E’ stata inaugurata sabato 12 maggio con una cerimonia al Teatro Duse, davanti ad una platea di oltre quattrocento persone, e poi con il rituale taglio del nastro la sezione permanente del Museo civico di Asolo “La stanza di Freya”, uno spazio interattivo in cui la viaggiatrice, esploratrice e scrittrice inglese è presente attraverso i suoi disegni, oggetti, taccuini di viaggio.

“La stanza di Freya” rappresenta un importante riconoscimento per colei che fu la prima occidentale a localizzare e mappare le Valli degli Assassini in Persia, ma anche la caposcuola del moderno travel writing oltre che una donna libera, al di là di ogni cliché sociale e conformismo. A ricordare e rendere omaggio a Freya Stark sono intervenuti il sindaco di Asolo, Mauro Migliorini, e l’assessore alla cultura, Gerardo Pessetto, la curatrice Annamaria Orsini, l’assistente personale della scrittrice, Anna Modugno (alla quale si deve la donazione che ha permesso di realizzare la sezione museale), l’amica e traduttrice dell’ultima opera “Una vetta del Darien”, Tina Sgrò, il console onorario inglese a Venezia Ivor Cowrad. Freya Stark nel nuovo progetto espositivo non viene raccontata bensì si racconta, protagonista ancora una volta della sua esistenza: lo fa ricorrendo a codifiche nuove, attraverso uno spazio reso emozionale, l’uso e l’assenza del colore, i suoi oggetti, la tecnologia. Si tratta di linguaggi che in parte la stessa Stark utilizzò, pur prediligendo la scrittura, e che oggi, attualizzati, diventano predominanti ed indispensabili a dare ancora voce ai suoi messaggi. Visitare “La stanza di Freya” porta con sè il piacere e l’emozione della scoperta: si possono aprire ante e cassetti, sfiorare abiti e lettere come se davvero ci si trovasse nella sua casa respirando la sua presenza, e la si potrà incontrare attraverso la sua voce, le sue immagini, il suo pensiero, seguendola fino alla fine della sua esistenza.

“La stanza di Freya” si trova al secondo piano del Palazzo del Vescovado con l’annesso edificio della Loggia della Ragione, che ospita il Museo civico di Asolo. Si tratta di una stanza, uno spazio – mondo, in cui la viaggiatrice è presente attraverso i suoi disegni, i suoi oggetti, i suoi taccuini di viaggio che ne raccontano le sfaccettature della personalità, le passioni, la determinazione oscillando tra aspetti noti della sua vita e aspetti più intimi. In uno spazio che suggerisce la circolarità dell’esistenza in un gioco di richiami, in un rimbalzare da oggetto ad oggetto, il racconto, come ideato dalla curatrice Annamaria Orsini – che già si è occupata della mostra “Vaghe stelle dell’Orsa… Il viaggio sentimentale di Freya Stark”, ad Asolo nel 2014 -, si snoda attorno a tre nuclei – l’armadio, la scrivania circolare, il baule da viaggio collocato accanto ad una porta -, oggetti d’arredo che hanno fatto parte delle stanze più amate nella vita di Freya Stark. Essi sono stati ricostruiti in modo fedele e resi completamente bianchi, a sottolineare il processo di astrazione che li smaterializza consentendo al contenuto di prendere il sopravvento. L’assenza di colore, inoltre, permette l’immediata individuazione dei materiali originali rispetto a ciò che è pura rappresentazione (allestimento e progetto a cura di Corde Architetti Associati – Venezia). Tra gli oggetti che si potranno ammirare vi sono monete antiche, ciotole fittili e altri oggetti di archeologia, il suo passaporto, un libro in arabo, alcune tazze da tè, le Chiavi d’argento della Città di Asolo (onorificenza ricevuta di Freya Stark nel 1984), l’iconica  macchina da scrivere Olivetti Lettera 22 originale, che diviene interattiva consentendo di leggere su uno schermo alcune frasi tratte dai suoi libri, le foto della viaggiatrice dall’infanzia alla vecchiaia, I rullini fotografici, occhiali, portapillole, pennini, cartoline di auguri della Regina Elisabetta, mazzi di carte, set da cucito, ricami, taccuini, borsette, cappelli e album di foto. Tutti i materiali sono stati donati da Anna Modugno, assistente della Stark nell’ultimo periodo della sua vita. Il progetto nel suo complesso racconta l’esistenza di Freya in modo coinvolgente, con un linguaggio interattivo capace di appassionare la fascia di visitatori più giovane, nell’ottica di tramandare l’importanza della sua storia e l’esempio di vita di grande attualità che seppe offrire.

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