Allarme incendi sulla Pedemontana: «Regione verifichi se i roghi sono dolosi»

L'appello del consigliere regionale Andrea Zanoni al Governatore Zaia perché verifichi la natura di ben dieci incendi divampati in poco meno di una settimana. Caso da verificare

Foto d'archivio

«Sono ben dieci in appena sette giorni gli incendi divampati tra il 19 e il 26 marzo nelle aree boschive della Pedemontana del Cansiglio, un numero allarmante: siamo sicuri che le cause siano esclusivamente naturali?» 

È quanto chiede Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico a Palazzo Ferro Fini, in un’interrogazione in cui domanda alla Regione se siano state effettuate delle verifiche per scongiurare l’ipotesi di dolo. «In alcuni casi, come evidenziato dalla stampa, i roghi sono stati provocati da siccità o fulmini, ma in almeno un episodio, come ha affermato il sindaco di Cordignano dopo aver parlato con carabinieri, forestale e vigili del fuoco, sembra sia stato accertato il dolo. Ci sono dei piromani che hanno qualche interesse a bruciare i boschi della Pedemontana? La frequenza con cui si sono verificati gli incendi dovrebbe lasciar spazio a pochi dubbi. E se accadono a primavera appena iniziata, sarà bene raddoppiare l’attenzione e aumentare la prevenzione in vista dell’estate. Comunque, qualunque sia la causa, lo scenario è davvero preoccupante, sia per quanto riguarda la sicurezza pubblica che per la tutela ambientale, ambito in cui la Regione riveste un ruolo di primaria importanza - sottolinea ancora Zanoni. E proprio alla Giunta Zaia si rivolge il consigliere democratico trevigiano con altre due domande - Sappiamo l’estensione della superficie interessata dagli incendi? E, soprattutto, sono state adottate le procedure per rendere effettivi i divieti di pascolo, caccia, edificazione, nelle aree interessate dagli incendi così come previsto dalla Legge quadro nazionale 353/2000? Ricordo, in particolare, l’articolo 10 stabilisce che le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possano avere una destinazione diversa da quella preesistente all'incendio per almeno quindici anni. E sulle stesse superfici sono vietati per 10 anni pascolo, caccia e nuove costruzioni. Queste aree però dovrebbero essere tabellate, cosa che non sempre avviene, consentendo ai trasgressori, cacciatori ma non solo, di agire impuniti».

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