«Furti e rapine in calo se si aumentano i sistemi di videosorveglianza»

A Maserada sul Piave, il maggiore dei carabinieri Stefano Mazzanti ha parlato di pubblica sicurezza con i cittadini spiegando quali sono gli strumenti di prevenzione più efficaci

Una foto dell'incontro

Meno furti e rapine se ci sono efficaci strumenti e azioni coordinate di prevenzione contro il crimine organizzato. E’ questo in estrema sintesi il messaggio espresso dal maggiore Stefano Mazzanti, comandante della Compagnia dei carabinieri di Treviso, alla serata di informazione sulla tematica della sicurezza, svoltasi lunedì 25 marzo scorso nel Comune di Maserada sul Piave, alla presenza di un folto pubblico.

Il sindaco Anna Sozza e l’assessore alla sicurezza Romeo Schiochetto, portando i saluti dell’amministrazione comunale, hanno ribadito l’importanza degli investimenti assunti dal Comune in materia di sicurezza, con la realizzazione di un moderno sistema di videosorveglianza comunale, atto a controllare le principali arterie della viabilità e i luoghi maggiormente frequentati dalla cittadinanza. Il maggiore Stefano Mazzanti, dopo aver chiarito le recenti novità introdotte nel Codice Penale in materia di “legittima difesa”, ha illustrato ai cittadini e alle imprese consigli utili per la prevenzione della criminalità. Le azioni di contrasto in questo ambito possono essere adottate potenziando i propri sistemi di sicurezza, come la protezione degli accessi ad abitazioni e attività produttive, l’attivazione di sistemi di allarme e la luminosità dei siti soprattutto di notte, nonché l’implementazione dei sistemi di controllo del territorio. La sicurezza nel territorio si crea in primis con un efficace sistema di videosorveglianza, che ha ridotto statisticamente le azioni criminose. Sicurezza si attua anche con frequenti azioni di controllo del territorio e con il servizio di “polizia di prossimità”, attuato dalla presenza delle forze dell’ordine in mezzo ai cittadini. Tuttavia anche il cittadino deve rapportarsi con le forze dell’ordine, in un confronto aperto e collaborativo, comunicando eventuali presenze sospette nel territorio, in modo da prevenire eventuali future azioni criminose.

Il vice-ispettore Dario Santamaria, coordinatore della polizia locale di Maserada sul Piave, ha divulgato i dettagli del nuovo sistema di videosorveglianza comunale, spiegandone la localizzazione e il funzionamento in termini di sicurezza. Tale sistema è composto da 6 telecamere di lettura-targhe e 12 di videosorveglianza “pura”, in funzione 24 ore su 24. I dati raccolti e memorizzati, nel rispetto della normativa sulla privacy, vengono condivisi anche con tutte le forze dell’ordine. Nel corso del 2018, ci sono stati 108 accessi da parte delle forze di polizia alla videosorveglianza comunale, in termini di controllo di veicoli sospetti, rubati o di persone che si muovevano nel territorio con finalità criminose. Sempre nel corso del 2018, il sistema di lettura-targhe, che controlla circa 40 mila veicoli al giorno, è stato un efficace sistema di screening in fase di controllo della viabilità, consentendo l’effettuazione di 21 sequestri di veicoli trovati privi di copertura assicurativa e di un centinaio di veicoli privi di revisione che circolavano sulle strade. In futuro, l’amministrazione ha l’intenzione di potenziare il sistema di videosorveglianza comunale, incrementando altri punti nelle arterie di maggiore flusso del traffico, quali le tre zone industriali, il cimitero di Varago, piazza Roncalli nel capoluogo e altri siti d’interesse pubblico. In merito a quest’ultimo progetto, la Regione Veneto ha finanziato i sistemi di videosorveglianza, anche in relazione al controllo degli abbandoni di rifiuti, tramite una somma di 7 mila euro a fronte di un costo complessivo previsto di circa 14 mila euro. Al termine degli interventi, c’è stato un ampio dibattito, durante il quale molti cittadini e imprenditori hanno avanzato le proprie richieste e aspettative, rendendo ancora più viva e partecipe la serata. Il sindaco di Maserada sul Piave Anna Sozza auspica un coinvolgimento della cittadinanza nell’ambito della “sicurezza partecipata”, affinché si possa contribuire ad un’informazione di tipo “verticale” diretta alle Forze dell’Ordine pubblico e non soltanto di tipo “orizzontale” che potrebbe invero causare un aumento della insicurezza percepita. I dati statistici divulgati recentemente dal “Sole – 24 Ore”, posizionano la provincia di Treviso al 79° posto in relazione ai reati commessi, sul totale nazionale di 105 province. 

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