Incrocio di Via Roma: il Comune si arrende, via libera agli interventi chiesti dai privati

L’Amministrazione, dopo aver negato in tribunale la pericolosità della viabilità e le tesi dei privati, ha ceduto mettendo in campo i primi provvedimenti di messa in sicurezza

L'incrocio di via Roma

Due anni di richieste finiti in tribunale, in due gradi di giudizio e relative spese legali, per contestare le richieste dei privati residenti nella storica abitazione che affaccia su Via Roma. La vicenda è legata al passo carraio che consente l’uscita proprio su uno dei tratti più trafficati del PUT. Un accesso presente da oltre sessant’anni e mai contestato dal Comune, nemmeno dopo l’approvazione e la messa in opera del PUT. L’opera viaria voluta dall’amministrazione Favero tuttavia aveva creato non pochi disagi ai residenti della storica dimora che nel corso degli anni avevano segnalato al comune la pericolosità dell’imbuto viario venutosi a creare, con una curva cieca proprio a fianco dell’accesso all’abitazione con il rischio quotidiano di sinistri per pedoni ed automobilisti. 

Incidenti registrati più volte, con le colonne del cancello d’accesso all’abitazione divelte. Dopo numerose segnalazioni mai realmente prese in considerazione, i privati si sono rivolti al Tribunale chiedendo la condanna del Comune alla realizzazione degli interventi urgenti di messa in sicurezza. In primo grado il giudice ha però respinto il riscorso dei privati, assistiti dall’avv. Francesco Sernaglia, che erano ricorsi al collegio denunciando nuovamente la pericolosità dell’incrocio. In questo grado è poi arrivata la prima sorprendente decisione dei giudici che hnno imposto alle parti un tentativo di conciliazione rimandando l’udienza per un eventuale provvedimento al 19 agosto. Ma in questi giorni ecco la svolta, probabilmente mossa dal timore di un provvedimento sfavorevole: l’Amministrazione, infatti, dopo aver negato in aula la pericolosità della viabilità e le tesi dei privati, ha ceduto mettendo in campo i primi provvedimenti di messa in sicurezza.

“Si prende atto” si legge in una nota dello Studio Sernaglia, Caverzan e Associati “della realizzazione da parte de Comune di alcuni degli interventi di messa in sicurezza richiesti. In particolare l’allargamento della fascia di rispetto con il confine della proprietà delle assistite e l’installazione di un cartello all’accesso su via Roma. Per quanto assente alcun accordo”. Un'indicazione importante perché a questo punto all’udienza del 19 agosto i giudici potrebbero comunque pronunciare un provvedimento nel caso dovessero valutare che le misure assunte dal Comune in extremis non fossero sufficienti. Nello stesso momento, tuttavia, il Comune ha avviato il procedimento volto a contestare l’abusività del passo carraio.  Un provvedimento che, laddove assunto, i privati “sono già pronti ad impugnare” si legge nella nota. Molti tra l’altro sono gli accessi, anche sul PUT, che presentano la medesima situazione ed ora il rischio per il Comune sembra proprio quello di un moltiplicarsi di contenziosi. Il PUT insomma non sembra avere pace.

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