Sindacati sul piede di guerra: «L'Inps di Oderzo non si tocca»

La contrarietà di sindacati e rappresentanze imprenditoriali all'ipotesi di ridimensionamento o trasferimento della Sede dell’Istituto di previdenza dell’opitergino-mottense

In foto: l'Inps di Oderzo (Foto d'archivio)

«L’Inps di Oderzo non deve chiudere né essere ridimensionato o trasferito». Questa è la posizione espressa da Cgil, Cisl, Uil e Ugl provinciali, Assindustria Veneto Centro, Unascom Confcommercio della Provincia di Treviso, Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, Cna, Casa Artigiani, Confagricoltura, Cia, Coldiretti, Confesercenti, Confcooperative e Federmanager trevigiane.

Nella giornata di venerdì 24 maggio le organizzazioni sindacali unitamente alle associazioni imprenditoriali hanno indirizzato alla direzione Inps nazionale, regionale e provinciale, alla Regione del Veneto e ai Sindaci dei Comuni interessati, una lettera che esprime con chiarezza tutta la loro contrarietà per l’ipotesi di ridimensionamento e trasferimento nel comune di Motta di Livenza dell’Agenzia Inps di Oderzo. Per i firmatari tale operazione andrebbe a depauperare il territorio di un punto di riferimento fondamentale per lavoratori, pensionati e imprese del territorio. Non opportuno, pertanto, secondo i sottoscrittori, pensare di chiudere o ridimensionare la sede locale Inps o trasferirla, considerato che gran parte delle articolazioni degli enti pubblici che erogano servizi e assistenza sono situate proprio nel comune di Oderzo.

«L’Inps rappresenta un imprescindibile riferimento per il corretto assolvimento dei sempre più numerosi adempimenti di legge ai quali sono tenute le imprese, in qualità di datori di lavoro, i lavoratori e i disoccupati, i pensionati e pensionandi per accedere alle varie tutele previste. Le attuali riforme legislative hanno costantemente e progressivamente aumentato il numero dei servizi che l’Inps eroga e gli adempimenti che lo stesso Istituto è tenuto ad assolvere entro precise scadenze; si veda, ad esempio, l’ultima novità che impatterà su imprese e lavoratori, rivolta alla tutela economica del nucleo familiare, ossia la nuova modalità di richiesta degli assegni familiari diretta all’Inps e che andrà a regime durante l’estate. Pertanto - concludono i sindacati - solo un’adeguata articolazione territoriale coerente con i bisogni del tessuto economico e sociale può essere il presupposto per una corretta e tempestiva erogazione dei servizi». Per questo i firmatari insistono per mantenere l’agenzia di Oderzo, anche considerato che in quell’area sono ben 45.577 gli addetti alle 12.341 unità locali attive, quasi metà delle quali (21.815) fanno capo al settore manifatturiero. In un territorio che raggruppa 17 Comuni per una popolazione complessiva composta da 21.614 over 65, 66.840 residenti tra i 16 e i 64 anni e 15.283 under 15 e che vede, anche storicamente, Oderzo quale baricentro.

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