Imbrattati con vernice bianca i manifesti elettorali di Cécile Kyenge

E' successo a Conegliano durante la visita della candidata del Pd nella città del Cima. Manifesti imbrattati in tre vie della città: pronta la segnalazione a carabinieri e polizia locale

In foto: Cécile Kyenge (Immagine d'archivio)

Cécile Kyenge, candidata con il Partito Democratico alle prossime elezioni europee, è finita al centro di un nuovo episodio di razzismo. Durante la sua ultima visita pre-elettorale a Conegliano, i manifesti della candidata sono stati imbrattati con della vernice bianca da un gruppo di ignoti vandali.

Come riportato da "La Tribuna di Treviso" il gesto sarebbe da ricondurre a un vero e proprio raid organizzato messo in atto per screditare la candidata. Vernice bianca per "cancellare" il volto nero della Kyenge e una scritta inequivocabile sotto lo slogan "Siamo l'Italia. Siamo l'Europa": i vandali hanno aggiunto due parole: "Tu no". Un'azione razzista e denigratoria subito condannata con decisione dal Partito Democratico di Conegliano che aveva ospitato nella sua sede l'incontro con la candidata. I manifesti elettorali sono stati imbrattati in via Lourdes, via Einaudi e via Matteotti. La direzione del Partito Democratico sarebbe pronta a sporgere una segnalazione sull'accaduto alla polizia locale e ai carabinieri nella speranza di poter individuare i responsabili di un gesto che sta facendo molto discutere.

«Siamo allarmati per la piega presa da questa campagna elettorale – dichiara preoccupato Giovanni Zorzi, segretario provinciale Pd di Treviso – non passa giorno che non ci siano segnalati gravi episodi di odio immotivato, tra messaggi minatori, manifestati deturpati, insulti personali sui social, contro i candidati Pd nei nostri territori». L’elenco è lungo: dalle minacce via facebook a Laura Puppato ai messaggi di morte recapitati a casa della candidata sindaco di Paese Rosella Lorenzetto, dai manifesti di Antonio Calò strappati con una sospetta scientificità fino ad arrivare a quanto segnalato ieri a Conegliano nei confronti di una delle candidate più esposte, Cécile Kyenge, già presa di mira in passato da esponenti della destra estrema nonché da uomini delle istituzioni come il leghista Calderoli. Aggiunge Zorzi: «Con questa campagna, qui in provincia di Treviso ma non solo, raccogliamo i frutti avvelenati che la propaganda leghista di Salvini e la furia anti-casta dei Cinque Stelle stanno disseminando in abbondanza per il Paese. Questa campagna sarà ricordata – incalza Zorzi - per un susseguirsi pauroso di atti di intolleranza, di inciviltà e di brutalità che hanno come obiettivo, se non esclusivo senz’altro principale, una determinata parte politica, quella che vuole chiudere il prima possibile questa stagione condotta all’insegna dell’arroganza e dell’incompetenza, una stagione che sta bloccando il Paese, deprimendo le aspettative di giovani, famiglie e lavoratori, sdoganando pulsioni e personaggi che in una società civile e attenta ai principi costituzionali non avrebbero spazio e agibilità. Qui, invece, a questi testimoni di ideologie di odio e violenza la Lega, che si spaccia paladina della sicurezza solo a parole, concede posti in lista e sale comunali. Un motivo in più per alzare la testa e determinare con il proprio voto domenica la vittoria del buon senso e la fine di questo periodo di rancore, rabbia e paura, rivendicando così la forza di una democrazia che sa difendere i propri valori e dare alle persone fiducia nel futuro». La diretta interessata, Cécile Kyenge, ha commentato l'episodio con queste parole: «Contro il clima d’odio che porta le persone a cancellare il valore della diversità è importante non farsi intimorire, anzi, testimoniare ogni giorno che le differenze sono una ricchezza. Andiamo a votare per dimostrare che siamo in tanti e tante a non accettare l’intolleranza: alziamo la voce per mostrare che ci sono un’Italia e un’Europa più forti del ricatto divisivo».

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