Metalmeccanici, al via le assemblee per il rinnovo del contratto

Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm trevigiane puntano al rilancio industriale e occupazionale, incremento dei salari, riduzione delle tasse ai lavoratori e azzeramento degli infortuni

Foto d'archivio

Hanno preso via in questi giorni, in tutta la provincia di Treviso, le assemblee nei luoghi di lavoro indette da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm per discutere con i circa 50mila metalmeccanici trevigiani la piattaforma unitaria varata a Roma a inizio settembre per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

Sulla piattaforma unitaria (non lo era dal 2006), Enrico Botter, Alessio Lovisotto e Stefano Bragagnolo, segretari provinciali rispettivamente di Fiom, Fim e Uilm affermano «la discussione per il rinnovo del contratto cade in un momento particolare per il Paese. In questo contesto, con le nostre richieste facciamo da apripista per 9 milioni di lavoratori italiani. Abbiamo posto una questione salariale importante, chiedendo un incremento dell’8% legato all’inflazione e anche ad altre considerazioni, come il fatto che in Italia abbiamo i salari più bassi d’Europa. Il nostro settore ha perso 300mila posti di lavoro in dieci anni. Con questa piattaforma intendiamo avviare un confronto anche su altri temi importanti come investimenti in formazione e sviluppo. Serve un contratto che rilanci l’economia e sostenga i consumi interni a partire da tutto il comparto industriale. Rilancio industriale e occupazionale, incremento dei salari, riduzione delle tasse ai lavoratori, interventi sugli ammortizzatori sociali e azzeramento degli infortuni sono i grandi temi proposti.
 
La piattaforma, infatti – hanno aggiunto i segretari generali – affronta temi salariali e normativi e coinvolge tutta la struttura produttiva del settore. Se riusciremo a chiudere in tempi brevi, il contratto darà un impulso positivo per il rilancio di tutto il lavoro industriale. Dall’ultimo rinnovo contrattuale, nel 2016, abbiamo incontrato grandi difficoltà nell’attuazione delle norme relative alla formazione obbligatoria. Sul fronte dei diritti, chiediamo la modifica dell’inquadramento, fermo al 1973. Altri temi importanti sono quelli della tutela dell’ambiente e della sicurezza, sui quali riproponiamo una forte sensibilizzazione delle aziende, delle controparti e del mercato del lavoro in generale. In un periodo di estrema fluidità economica e sociale – hanno concluso – la contrattazione riveste un’importanza fondamentale. Nelle nostre richieste c’è l’espressione di alcune forti criticità che riscontriamo nel mondo del lavoro. Assistiamo a una proliferazione normativa che rende più deboli i lavoratori e sistematizza il precariato. La piattaforma è estremamente unitaria ed espansiva. Proiettata verso l’espansione dei diritti dei lavoratori in adeguamento alle normative che cambiano».

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