Barchessa Manin e villa Pisani, ecco come saranno gestiti bar-ristorante e foresteria

La giunta approva i due capitolati alla luce degli indirizzi approvati dal Consiglio comunale e a seguire la stazione Unica appaltante pubblicherà i rispettivi bandi di gara per individuare l’affidatario di entrambi gli esercizi

La Barchessa

ll consiglio comunale di Montebelluna ha definito gli indirizzi per concessione in uso degli spazi della Villa Correr-Pisani per l'esercizio dell'attività di foresteria e somministrazione al pubblico di alimenti e bevande e per la concessione in uso degli spazi della Barchessa Manin per l'esercizio dell'attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande. Parliamo di 900 mq di locali e 120 di plateatico per villa Pisani e 500 mq di locali e 350 mq di plateatico per la barchessa (in foto la planimetria). Oggi la giunta approva i due capitolati alla luce degli indirizzi approvati dal Consiglio comunale e a seguire la Stazione Unica appaltante pubblicherà i rispettivi bandi di gara per individuare l’affidatario di entrambi gli esercizi.

Commenta il sindaco, Marzio Favero: «Per quanto riguarda Villa Pisani, fin dall’inizio è apparso opportuno che una parte dell’ala est potesse essere utilizzata per ospitare un bar ristorante e una foresteria con il duplice obiettivo di dare un risposta agli ospiti del Meve e dall’altro di dare altresì un servizio al pubblico che frequenta il teatro Binotto. Attualmente chi partecipa ad un evento non ha la possibilità di bere un caffè prima dello spettacolo o intrattenersi dopo assieme agli amici per bere o mangiare qualcosa commentando lo spettacolo.E’ evidente che, stante il fascino del contesto, il bar-ristorante potrà godere di una vita autonoma. Per quanto riguarda la Barchessa, fin dall’inizio il progetto che puntava al suo recupero attraverso il suo restauro e rimessa a norma, era orientato a fare di essa un motore della via sociale all’interno del Parco Manin. Chi si aggiudicherà l’appalto avrà anche il compito di gestire in una delle sale al piano terra una Bottega del territorio, ovverosia un luogo ove proporre alla conoscenza i prodotti enogastronomici dell’area specificatamente montelliana. Quanto al piano superiore, l’amministrazione si riserva 50 giorni all’anno per attività di carattere culturale, convegni e mostre d’arte. Questo non esclude che poi vi possano essere momenti più importanti di condivisione anche col futuro gestore perché vi è un modello diffuso in tutta Europa che è quello di combinare assieme le due cose, ovverosia lo spazio conviviale con il momento espositivo. Si tratta di un approccio che vale non tanto per le mostre retrospettive dedicate agli artisti scomparsi, quanto piuttosto di mostre dedicate ad artisti ancora attivi che possono avere l’occasione di far conoscere le loro opere ad un pubblico ampio che prende l’abitudine di frequentare un luogo per altri motivi e che ha però in questo modo l’occasione anche per scoprire creazioni artistiche interessanti originali e i loro autori».

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