Montello Bike Resort: svelato l'hotel dedicato agli amanti del ciclismo

Una sala di Palazzo Giacomelli gremita ha accolto martedì mattina il "Montello Bike Resort", progetto ideato dal commendatore Giorgio Buzzavo e dall'architetto Luca Lagrecacolonna

In foto: un'immagine del progetto dell'hotel

Sarà proprio a Camalò, nel comune di Povegliano, nella campagna trevigiana, che nascerà il Montello Bike Resort la cui architettura, legata al territorio e alla tradizione, consentirà uno spazio adatto a ogni tipo di comfort, con un occhio di riguardo alle esigenze dei ciclisti. 

Già dall’ingresso sul lato est del lotto si percepirà la passione per il mondo del ciclismo: oltre alla reception e agli uffici amministrativi, una grande sala ospiterà uno showroom nel quale si troveranno prodotti specifici per chi va in bicicletta. Sul lato ovest, invece, spazio all’area lounge-bar e ricreativa, la sala colazioni-ristorante con 70 posti a sedere, un blocco con 24 camere, e un “salottino-hall” per tutti coloro che vorranno dedicarsi alla lettura e al relax. Il Montello Bike Resort vuole prima di tutto essere uno spazio dedicato allo “stare insieme” - afferma il Comm. Giorgio Buzzavo. Per questo motivo, all’interno del complesso, vi saranno zone dedicate a eventi, convention e meeting, tra cui una sala conferenze per 80 persone nello stesso lotto in cui si sviluppa l’altra parte di hotel, con ulteriori 28 stanze da letto. Non mancherà, ovviamente, l’attenzione alle cure e al benessere fisico degli sportivi. Oltre a due ambulatori per massaggi e trattamenti terapeutici, il piano interrato del complesso ospiterà una sala muscolazione e un’area spinning, la spa, un’officina meccanica per bici, un caveau per il ricovero biciclette, e l’area lavaggio per bici oltre che i magazzini. Il complesso del Montello Bike Resort riserverà anche speciali trattamenti per gli ospiti. Oltre alle “classiche” camere di hotel, nel giardino che si estende in profondità verso nord vi saranno ulteriori 7 camere a tema: 2 “case sull’albero” e 5 camere "a foggia di botte", per gli ospiti che vorranno vivere un’esperienza suggestiva ed emozionante. Proprio per la volontà di mettere il territorio e la sua qualificata tradizione al primo posto, vicino alla reception, a est del lotto e con ingresso indipendente, sorgerà la “cantinetta” per la degustazione di vini e prodotti locali.

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«Essere vicini alla popolazione del bellunese e al suo territorio devastato dal maltempo, per noi, significa anche ‘usare il legno’ per edificare, come simbolo di rinascita di un’economia e al contempo per lanciare un segnale importante: non abbiamo dimenticato la tragedia che ha colpito queste popolazioni» racconta il commendator Giorgio Buzzavo. La struttura del Montello Bike Resort, infatti, sarà realizzata completamente in legno, non solamente per essere ecosostenibile ma anche per i chiari vantaggi che si possono avere legati al risparmio energetico, alla leggerezza, alla velocità di realizzazione e al buon comportamento sismico e di resistenza al fuoco. «Dal punto di vista impiantistico ci siamo posti l'obiettivo di avere un sistema di facile gestione all'insegna della sostenibilità» continua Buzzavo, a capo dei lavori assieme all'architetto Lagrecacolonna. Saranno quindi predisposti pozzi di prelievo e re-immissione dell'acqua sia per l'estate che per l'inverno, in modo da recuperare il calore della falda. Il Bike Hotel nasce nella regione catalogata tra le prime per il numero di visitatori in Italia, nella “Bike Way” che da Monaco porta a Venezia, dalle Alpi all’Adriatico e fino alle colline e alla campagna trevigiana. La struttura si concentra in una zona strategica: a pochi passi dalle strutture dedicate all’attività ciclistica, come il Velodromo (solo 10km), vicino a nuovi assi viari in costruzione e a pochi chilometri di distanza dalle principali città e punti di attrazione turistica (come la città di Asolo - a 27 km, quella ovviamente di Treviso - soli 13 km di distanza, ma anche Valdobbiadene - 27 km - , Jesolo - 55 km - e Venezia - 51 km - oltre al Monte Grappa - 56 km -, Vittorio Veneto - 44 km - e Monte Tomba - 33 km). Camalò, insomma, rispecchia anche in questo contesto la sua definizione popolare di essere “il centro del mondo”. L’espressione infatti, ha suscitato la curiosità degli ideatori del progetto, in primis del Dott. Giorgio Buzzavo. Si narra che proprio nel paese gli abitanti avessero scavato un pozzo così profondo da raggiungere perfino il centro della terra e che a Camalò il Creatore avesse piantato il compasso per segnare il mondo, e la punta del compasso aprì lo stesso pozzo. Quanto è auspicabile con il progetto, al di là di ogni leggenda, è che Camalò diventi il centro di tutti i percorsi ciclistici che si dipanano dall’Italia in direzione estera.

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«L’idea del Bike Hotel è nata durante la mia convalescenza in seguito all’ictus che mi ha colpito alla fine del 2013- racconta Giorgio Buzzavo - la riabilitazione sarebbe stata un lungo percorso e un giorno, mentre io e mio figlio Andrea eravamo seduti sul divano, lui mi ha detto, canzonandomi: "Papà, l’unico sport che potrai fare adesso sarà andare in giro con la bicicletta elettrica!". Mi stava prendendo in giro, anche per stemperare un po’ lo stress di quei momenti, ma quella battuta fu profetica: dal giorno successivo ci siamo ritrovati a pensare seriamente alle bici elettriche, al futuro, e al sogno di costruire un bike hotel». Il momento di “stop” obbligatorio a cui fu sottoposto Buzzavo dopo il grave incidente fu in realtà rivelatore di un progetto unico: il tempo per pensare, probabilmente mai avuto prima visto lo stile di vita frenetico a cui era professionalmente esposto, ha dato il via a una serie di ipotesi che si sono trasformate in concreti progetti. «Ho cominciato a interrogarmi sul domani: dopo la mia grande esperienza nel mondo del basket, del volley, del rugby, del calcio e degli impianti sportivi, ho capito che il futuro sarebbe stato all’aria aperta e che il ciclismo, soprattutto a livello amatoriale, sarebbe diventato lo sport del futuro, perché coniuga lo stare all’aria aperta con l’importanza della salute e l’aspetto dello sviluppo turistico. Il tempo, poi, mi ha dato ragione. Anche se inventeranno nel futuro le bici sospese in aria, non si perderà mai la voglia di incontrarsi, di conoscere le bellezze del nostro territorio, di mangiare e bere i prodotti tipici e semplicemente di “stare insieme”, come nel tipico spirito italiano ed europeo» conclude Buzzavo.

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