Addio a Gianfranco Biggi: storico sommozzatore trevigiano

Aveva 88 anni. Oltre al lavoro come geometra era considerato una delle colonne portanti del Sile Club di Treviso. Sposato con due figli è stato una guida per tantissimi trevigiani

In foto Gianfranco Biggi

Treviso e, in particolar modo, la scuola di sommozzatori "Sile Club" piangono in queste ore la dolorosa scomparsa di Gianfranco Biggi, stroncato all'età di 88 anni dalle complicazioni di una grave infezione polmonare.

Figura simbolo nel mondo dei sommozzatori trevigiani e vincitore, con la Faema, dello storico scudetto tricolore trevigiano nel rugby nel 1956, Gianfranco Biggi ha dedicato gran parte della sua vita alla passione per lo sport. In molti lo ricordano oggi come uno tra i primissimi istruttori subacquei della provincia di Treviso, attivo già negli Anni '60. Insieme a Piergiorgio Gava era tra i fondatori della sezione Nuotatori Subacquei della Canottieri Sile, ora rinominata Sile Sub, dove si è sempre impegnato a trasmettere la sua grande passione per il mondo delle immersioni. Sposato con la dottoressa Rosanna Casellato, ex primaria del reparto neonatale a Treviso, Gianfranco aveva due figli, Piero e Carlo, entrambi sposati e attualmente residenti a Milano. Persona amatissima da chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerlo, Gianfranco è stato per molti appassionati sub un vero e proprio punto di riferimento. Istruttore nazionale della Fips, era stato esaminatore a Genova in compagnia del leggendario Duilio Marcante. I suoi studi l'avevano portato a diventare geometra per la Provincia di Treviso ma la sua grande passione è sempre stata quella per il mondo dello sport e delle immersioni.

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«Gianfranco é stato un'istituzione alla "Sile Sub" - scrivono commossi i suoi ex colleghi, unendosi al cordoglio della famiglia - Istruttore, direttore dei corsi e della scuola. Un uomo che la subacquea l'aveva nel sangue e che l'ha insegnata a tanti. Rugbista dei primi scudetti trevigiani era un vero sportivo. A lui potevi rivolgerti per qualsiasi problema. Con invidiabile calma e serenità ti avrebbe proposto una soluzione. Ha formato una coppia memorabile con l'ammiraglio Gava alla Canottieri. Ora che lo hai raggiunto chissà cosa combinerete insieme nel blu, non dell'acqua stavolta, ma dei cieli. Ciao Gian. Ci manchi già». 

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