Decano della ristorazione e re dei funghi, addio a Roberto Miron

Il fondatore di "Cocofungo" e fondatore del noto ristorante di Nervesa della Battaglia avrebbe festeggiato 81 anni il prossimo 7 agosto. E' stato stroncato da un male incurabile, diagnosticato nel dicembre scorso

Roberto Miron con il figlio Andrea

Ristorazione trevigiana in lutto per l'improvvisa scomparsa di Roberto Miron, titolare e fondatore dell'omonimo ristorante di Nervesa della Battaglia e fondatore della manifestazione "Cocofungo". Miron avrebbe festeggiato 81 anni il prossimo 7 agosto: a stroncarlo è stato un male incurabile, diagnosticato nel dicembre scorso. Da tutti considerato il "re dei funghi" si è spento nella tarda serata di sabato all'Hospice di Vittorio Veneto, dove si trovava ricoverato da qualche tempo: lascia il figlio Andrea, suo successore alla guida del ristorante di famiglia fino a dicembre (ora è chiuso), Enrica, ristoratrice a Conegliano, e Carlo Alberto, ingegnere informatico a Milano. la moglie Maria Angela Battajon era scomparsa nel 2009. Il funerale sarà celebrato mercoledì alle 15.30 a Nervesa.

«Se ne va un pioniere della ristorazione trevigiana, uno dei pilastri del Cocofungo, un esempio umano, professionale ed associativo per tutti ed in particolare per la seconda generazione». Con queste parole, Federico Capraro, presidente di Ascom-Confcommercio Treviso, rende omaggio a Roberto Miron, ed esprime la vicinanza ai figli ed in particolar modo ad Enrica, chef attivissima in ambito associativo. Risale agli anni 80 il ricordo di Roberto De Lorenzi, presidente di lungo corso della Delegazione Ascom di Montebelluna, anni in cui la sua fama come “re dei funghi” lo aveva già reso celebre ben oltre i confini provinciali e la gente era disposta a fare molta strada per degustare i suoi ricchi menù di funghi: «Aveva un forte spirito associativo ed è stato un simbolo per l’intera ristorazione trevigiana ma in particolar modo per i colleghi del Montello che di lui hanno sempre apprezzato le non comuni capacità professionali riconoscendone i meriti per aver valorizzato la cucina del territorio. Non è un caso che l’Associazione Montello a Tavola abbia ricevuto il battesimo ufficiale proprio nel suo ristorante di Nervesa della Battaglia. Negli ultimi tempi aveva lasciato giustamente spazio al figlio Andrea che aveva raccolto le redini del ristorante di casa e quindi le occasioni per incontrarlo pubblicamente si erano diradate. Con lui se ne va un pezzo di storia della nostra ristorazione ed anche un grande pezzo di vita associativa».

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