Terreno vitato: venduta alla cifra record di 370 mila euro l’uva prodotta

L’assegnazione da parte del Consorzio Bosco del Montello ad una ditta trapanese

NERVESA DELLA BATTAGLIA 370mila euro: è la cifra con cui è stata assegnata l’uva prodotta nel terreno vitato situato nel Comune di Nervesa della Battaglia e di proprietà del Consorzio Bosco del Montello. Una cifra record che premia la scelta del Consorzio di farsi imprenditore agricolo coltivando direttamente il terreno e mettendo poi in vendita l’uva prodotta – 14 ettari glera (l’uva del prosecco), cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot - nella superficie vitata in collina, ampia 199.074 metri quadrati tra Via E. Porcù e Via A.N. Gorini, con terreni argillosi e priva di sistema di irrigazione. Ad aggiudicarsi l’uva prodotta nell’annata in corso, la ditta Cantine Ermes soc. coop. Agricola con sede a Santa Ninfa (Trapani) con una proposta superiore di 70mila euro rispetto alla base d’asta fissata a 300mila euro. La scelta da parte del Consorzio arriva dopo due annate in cui si era proceduto con l’assegnazione in affitto del terreno: il primo anno a 180mila euro su base d’asta di 40mila euro e il secondo anno anno a 281mila euro rispetto ad una base d’asta di 160mila euro. La decisione di concedere l’area in affitto era maturata e resa possibile dopo la chiusura della causa con la Isa, il soggetto privato che aveva in gestione l’area e che avrebbe dovuto, in base al project finanziario, sistemare i due edifici nell’area. Cosa che non è avvenuta per cui il Consorzio aveva promosso una causa che è stata vinta nei due gradi di giudizio e che ha permesso al Consorzio di tornare in possesso del vigneto.

Gli introiti ottenuti con i primi due anni affidando a terzi la gestione e quest’anno gestendo in proprio il vigneto, permette di agevolare il Consorzio nel liquidare ISA che negli anni scorsi aveva comunque compiuto delle migliorie nell’area per un totale di circa 600 mila euro. Spiega il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero: “E’ valsa la pena portare avanti lo sforzo di recuperare all’interno del Consorzio il comune di Nervesa che prima del mio arrivo se ne è riuscito per i dissapori proprio con Montebelluna e ricordo che la proposta da me avanzata all’epoca di dare pari dignità a tutti i soci riconoscendo a ciascuno il 20% della proprietà del medesimo, ha creato le condizioni per una leale collaborazione che ci ha portato a vincere in Tribunale in due gradi di giudizio contro il gestore privato precedentemente individuato e poi aumentare sensibilmente le entrate del Consorzio attraverso procedure ad evidenza pubblica prima di concessione e poi di conduzione diretta e di vendita dell’uva decisamente vantaggiose per il Consorzio con l’auspicio che nei prossimi anni possa ripetersi permettendo di contare su entrate proprie adeguate per garantire una serie di servizi alla comunità montelliana coerentemente ai propri fini statutari”.

Spiega Paolo Guizzo, presidente dell’assemblea dei sindaci: “La logica è stata quella di passare da una gestione in concessione ad esterno, ad una diretta perché questo ci ha permesso di intervenire sul vigneto anche dal punto di vista manutentivo straordinario così di preservare il vigneto. Il Consorzio ha inoltre scelto di coltivare il vigneto senza diserbanti chimici e senza glifosati percorrendo una strada che porterà nei prossimi anni ad una coltura completamente biologica”.

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