Giovane medico castellano salva la vita di un paziente con due tumori

Michele Battistel e l'equipe del reparto di Radiologia dell'ospedale di Padova hanno salvato un 84enne grazie all'ablazione termica a microonde che brucia i tumori con il calore

Il dottor Michele Battistel (a sinistra) con il dottor Giulio Barbiero (Foto tratta da "Padova Oggi")

Sono riusciti a neutralizzare nella stessa seduta due metastasi al fegato e al polmone grazie a un duplice trattamento di termoablazione a microonde eseguito in simultanea in sola anestesia locale, senza incisioni chirurgiche e con tanto di dimissioni della paziente in 48 ore: nuovo miracolo medico compiuto a Padova dall'istituto di Radiologia Interventistica.

L'ablazione termica

Il successo è legato a una duplice procedura su doppio e diverso organo, mettendo in campo l’alta temperatura per trattare le metastasi al fegato e al polmone. Si chiama ablazione termica a microonde, usa il calore per distruggere le cellule tumorali, tecnica applicata nella cura delle neoplasie del fegato e da qualche tempo validata anche su altri organi, come per esempio il polmone e il rene. L’intervento è stato effettuato in 2 organi diversi: fegato e polmone in contemporanea nella stessa seduta. La tecnica di termoablazione con microonde, totalmente mininvasiva, è stata eseguita per via percutanea, arrivando direttamente all’organo malato in modo rapido, grazie alla guida dell’imaging strumentale (TAC, ecografia) che ha permesso di mirare e centrare il bersaglio con precisione attraverso la cute con l’inserimento di un semplice ago.

L'istituto di Radiologia Interventistica

Il dottor Giulio Barbiero e il dottor Michele Battistel, radiologi Interventisti dell’Istituto di Radiologia diretto dal professor Emilio Quaia, hanno dimostrato ancora una volta di delineare una possibilità di cura totalmente meno invasiva rispetto alle metodiche standard. La Radiologia Interventistica che ha sviluppato ad oggi tecniche sempre meno invasive, si sta dimostrando un nuovo pilastro nelle cure del tumore, allineandosi a fianco di chirurgia, radioterapia, chemioterapia.

L'intervento

Il paziente aveva metastasi al fegato di circa 4 centimetri e metastasi al polmone di circa 1 centimetro originate da un tumore al colon, curato. Dopo aver somministrato l’anestesia locale, attraverso guida ecografica si è potuto individuare perfettamente il bersaglio, centrandolo con l’ago da termoablazione di diametro di 1.5 mm, lungo circa 20 centimetri che ha provocato un campo sferico riscaldando le cellule tumorali, portandole a distruzione in necrosi coagulativa. A questo punto, la collaborazione vigile della paziente col suo normale respiro, ha permesso ai clinici, sotto guida tomografica con imaging (ECO/TAC), di centrare perfettamente il nodulo polmonare. Dopo minima sedazione, perché la paziente non sentisse dolore, i Radiologi Interventisti hanno effettuato lo stesso procedimento della Fase 1, con termoablazione della metastasi polmonare. Il trattamento delle due fasi, durato complessivamente circa 1 ora e mezza, si è concluso con un controllo TAC con mezzo di contrasto che ha constatato la devitalizzazione delle metastasi in entrambi gli organi. Nel tempo verranno naturalmente sostituite da tessuto cicatriziale. La paziente ha tollerato bene la duplice procedura senza complicanze. Si sono potuti necrotizzare i noduli metastatici di circa 4 cm nel fegato e di circa 1 cm nel polmone che normalmente sarebbero stati invece affrontati con la chemio o con la radioterapia, cure comunque molto più pesanti e difficili da sopportare per la paziente di 84 anni, già provata dalla malattia e dal primo ciclo di chemioterapia. In 48 ore è stata dimessa dal ricovero presso la Clinica Chirurgica 1^ diretta dal Prof. Salvatore Pucciarelli. La seduta interventistica è avvenuta all’inizio di questo mese. Ad oggi, poche volte, in Italia e in Veneto, è stato effettuato questo tipo di intervento in contemporanea e su due diversi organi: fegato e polmone.

Le microonde

È questa l’ultima evoluzione della termoablazione: l’impiego delle microonde. Le microonde sono in grado di “bruciare” masse tumorali solide di diversi tipi, dimensioni e localizzazione: una sottilissima antenna alloggiata all’interno di un ago introduttore viene inserita nel paziente, generalmente sotto guida TAC o ecografica; l’antenna irradia nel tessuto-bersaglio l’energia fornita da uno speciale generatore di microonde, in grado di monitorare costantemente l’avanzamento del trattamento. Il campo a microonde sviluppa calore agendo sulle cariche elettriche presenti al livello atomico nei tessuti e l’innalzamento locale della temperatura porta alla distruzione della massa tumorale per coagulazione. Questa metodica è ben tollerabile con bassi rischi e minima traumaticità per il paziente. Diverse sono inoltre le vie di applicazione della termoablazione a microonde (percutanea, laparoscopica e a cielo aperto). Grazie all'utilizzo dell'anestesia locale si possono così trattare pazienti con presenza di comorbilità che non sopporterebbero quella totale. La degenza è di uno o massimo 2 giorni, e possono essere trattate persone anziane e/o giovani. Inoltre si tratta di una pratica rapida, efficace, sicura e meno dolorosa e invasiva della chirurgia tradizionale, ripetibile in caso di recidive, utilizzata per noduli tumorali piccoli (entro i 4/5 cm) e può essere impiegata per i tumori al fegato, reni, polmone, prostata, ossa.

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Il commento del sindaco di Castelfranco, Stefano Marcon

«Con grande soddisfazione sono venuto a conoscenza dell’intervento eseguito a Padova. In questi giorni, di cui tanto si discute di schede ospedaliere e di mancanza di medici con la chiamata di quanti erano già in pensione per compensare la cronica carenza, dà indubbiamente soddisfazione leggere che questo intervento è stato compiuto da un gran lavoro sinergico con l’apporto del nostro giovane concittadino, Michele Battistel. Battistel, persona umile e schiva, ha scelto di rimanere in Italia o meglio nel Veneto per dare il suo contributo all’eccellenza sanitaria. Un giovane “cervello” castellano che ha deciso di credere nella nostra sanità ed ora al centro, con questo intervento, dell’attenzione della Comunità scientifica. Un illustre cittadino a cui vanno i complimenti miei e dell’intera amministrazione».

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