Cinquanta aree del Bellunese a rischio valanghe: piano straordinario per tutelarle

Importante iniziativa messa in campo dalla Regione Veneto per tutelare le zone colpite dal maltempo dello scorso ottobre. Fondamentale sarà il supporto della Protezione civile

Sono stati consegnati venerdì 22 febbraio, nella sede del Genio Civile a Belluno, i nuovi piani straordinari di Protezione civile con la mappatura finalizzata ad una migliore gestione del rischio valanghe nel territorio bellunese. La consegna ha riguardato i primi cittadini dei sette Comuni che hanno subìto le peggiori conseguenze dal maltempo abbattutosi sulle zone montane del Veneto a fine ottobre 2018. Si tratta di Alleghe, Colle Santa Lucia, Livinallongo del Col di Lana, Rocca Pietore, San Tomaso Agordino, Sovramonte e Zoppè di Cadore.

L’assessore regionale alla Difesa del Suolo e Protezione Civile Gianpaolo Bottacin ha presieduto l’incontro, sottolineando che si tratta di «Una perimetrazione molto importante per la sicurezza del territorio, un lavoro di dettaglio di oltre due mesi, che ha coinvolto nella prima fase sette Comuni e che proseguirà negli atri territori colpiti dall’eccezionale maltempo». Dal monitoraggio, predisposto dalla Regione insieme al suo braccio operativo del Centro Valanghe di Arpav, emergono cinquanta aree a rischio valanghivo collegate ai sette territori comunali. «Si tratta di un’attività che con il presidente Zaia, qui in veste di Commissario – ha proseguito l’assessore - abbiamo ritenuto prioritaria per dare risposte preventive in un momento molto delicato, soprattutto ora che sono venute a mancare moltissime superfici boscate. Va tenuto conto che sono cambiate in maniera rilevante le condizioni di rischio, dato che gli alberi rappresentavano una garanzia importante anche per limitare possibili valanghe». Ad illustrare i piani ai sette sindaci Alberto Lucchetta, dirigente del Dipartimento regionale per la Sicurezza del Territorio dell’Arpav e soggetto attuatore nominato dal Commissario straordinario Luca Zaia, alla presenza anche di Luca Soppelsa, direttore della Protezione civile regionale.

«Voglio ringraziare le amministrazioni locali, soprattutto, come in questo caso, trattandosi di piccoli comuni con tutti i disagi che ciò comporta - ha concluso Bottacin - i sindaci ci hanno supportato in questa attività di monitoraggio prevista nell'attività commissariale straordinaria. Ora saranno loro ad adottare i documenti nei rispettivi consigli comunali, integrandoli nei piani di protezione civile comunale». I documenti contengono la mappatura di tutte le nuove aree a rischio valanghivo, identificate grazie al monitoraggio specifico previsto dall'attività commissariale dopo la tempesta Vaia che ha messo a dura prova l’intero bellunese, abbattendosi con particolare violenza sui citati territori comunali. I documenti illustrati oggi dai tecnici sono stati consegnati ai sindaci, che nei prossimi giorni li riceveranno in forma ufficiale per procedere al necessario iter che porterà all'aggiornamento dei piani comunali di Protezione civile.

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