Spiedo gigante di Pieve di Soligo, la rivolta degli animalisti

La lettera aperta di Mara Garbuio, di LAV Treviso: "Sarebbe meglio assumere un atteggiamento responsabile e lungimirante, cominciando col festeggiare insieme sì, ma senza stragi di animali, come quella compiuta per la sagra di domenica"

Una stupenda immagine dello spiedo, una delizia per il palato

Per la conclusione della 62esima edizione della manifestazione, svoltasi a Pieve di Soligo, in occasione dell'inizio dell'autunno, il 14 ottobre è stato allestito e cucinato uno "spiedo gigante" composto da ben 1500 quaglie, a seguire l’edizione dello scorso anno, che si è vantata di essere entrata nel Guinness dei primati per questa ‘specialità’. Simili manifestazioni vanno in controtendenza con i segnali di pericolo che lanciati da istituzioni internazionali di tutela della salute e dell’ambiente. Il grave impatto ambientale provocato dal consumo di carne e dai prodotti di origine animale in generale è ben noto, come lo è anche l'effetto sulla salute, ma nonostante i dati siano alla portata di tutti, il problema sembra non sussistere sia per la pro-loco di Pieve di Soligo che per i partecipanti.

Il riscaldamento globale, con i cambiamenti climatici ormai percepibili da tutti,  è tale che proprio la scorsa settimana  l'IPCC (Inter Governmental Panel on Climate Change - ONU) ha lanciato un allarme fortissimo e ha suggerito, come fondamentale per tamponare i danni, anche il cambio di alimentazione dei singoli, per diminuire l’influenza nefasta degli allevamenti in termini di emissioni di gas serra, come riportato nel sito www.lav.it. È sufficiente pensare alle aree selvaggiamente disboscate per la coltivazione delle monoculture destinate ai mangimi - il 50% dei cereali e il 90% della soia prodotti a livello globale servano a nutrire gli animali degli allevamenti. Poi si devono considerare le enormi quantità d’acqua utilizzate per l'irrigazione dei terreni, per abbeverare e mantenere puliti gli animali e gli ambienti e per le altre attività relative al ciclo di produzione di carne, latte e uova: servono circa 15.000 litri d’acqua per produrre un solo chilo di carne. Per non parlare dell'inquinamento delle falde acquifere causato dai liquami e dagli scarti che devono essere smaltiti, dell’elevato tasso di CO2 prodotta e così via.

In considerazione del futuro del Pianeta, delle condizioni in cui lo lasceremo ai nostri figli e degli avvertimenti accorati degli scienziati, non sarebbe meglio assumere un atteggiamento responsabile e lungimirante, cominciando col festeggiare insieme sì, ma senza stragi di animali, come quella compiuta per la sagra di domenica 14 ottobre e delle due settimane precedenti? Ognuno di noi potrebbe contribuire a rallentare la distruzione del Pianeta adottando un'alimentazione 100% vegetale, meno violenta con gli animali e più rispettosa dell’ambiente e della salute. Invitiamo tutti ad accedere al sito www.cambiamenu.it per approfondire questi punti, trovare golose ricette veg e locali dove mangiare ‘verde ‘ fuori casa.

Mara Garbuio

per LAV Treviso

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