Pirogassificatori di Paese e Gaiarine: i due mega impianti non si faranno

La svedese Cortus alza bandiera bianca sugli impianti di Paese e Gaiarine, i due mega impianti non si faranno. Una grande vittoria dei cittadini, per la loro salute e per l’ambiente

PAESE “Finalmente si volta pagina, addio ai pirogassificatori di Paese e Gaiarine, una grande vittoria dei cittadini e di tutto il territorio”. Decisamente soddisfatto il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni per la parola ‘fine’ sulla vicenda dei due mega impianti che la Cortus Energy avrebbe dovuto realizzare nella Marca. “A distanza di sei mesi dalle delibere regionali di fine anno che negano l’autorizzazione ai due pirogassificatori, l’azienda svedese non ha presentato alcun ricorso, né al Tar né al presidente della Repubblica, come mi ha confermato l’Avvocatura regionale e dunque il diniego è diventato definitivo e inappellabile. Hanno finalmente alzato bandiera bianca, si sono arresi di fronte all’evidenza: la volontà popolare, contraria ai mega impianti, ha vinto sui loro interessi di portafogli, assecondati in questo caso dagli incentivi italiani sulle cosiddette rinnovabili”, esulta l’esponente del Partito Democratico trevigiano.

Una vicenda che giunge a conclusione dopo un tormentato iter lungo tre anni: i due progetti furono depositati da Cortus Energy nel maggio 2015, uno a Paese con potenza da 17,2 megawatt termici e 4 megawatt elettrici, l’altro a Gaiarine da 8,6 megawatt termici e due elettrici, entrambi da realizzarsi nei siti delle serre del Gruppo Padana Ortofloricoltura dei Fratelli Gazzola. “La mobilitazione contro la realizzazione degli impianti partì subito - ricorda Zanoni - con numerosi incontri pubblici tra ottobre e dicembre, promossi da Partito Democratico e Paeseambiente a Paese e di Amica Terra a Gaiarine e una doppia petizione. A marzo 2016 furono consegnate 10.200 firme al sindaco di Paese e alla Regione, a ottobre dello stesso anno altre 5.868 al primo cittadino di Gaiarine e a Zaia per un totale di 16.068 persone”. A seguire una serie di bocciature: l’11 ottobre 2016 da parte della Commissione tecnica regionale ambiente (Ctra) e il 18 ottobre dalla Conferenza dei servizi composta da Regione, sindaci, Arpav e Provincia. Dopo oltre un anno, il 3 novembre 2017, la Cortus Energy Italy si ‘risvegliò’ facendo ricorso al Tar contro la Regione Veneto perché non si era espressa sui due progetti. Anche in questa occasione senza successo: il 29 dicembre Palazzo Balbi, con deliberazioni 2186 e 2187 decise per il diniego dei due impianti, mentre lo scorso 25 maggio il Tar del Veneto con sentenze 576 e 577 ha dichiarato improcedibili i ricorsi per sopravvenuto diniego. “Finalmente è stata posta una pietra tombale. Questa è una vittoria di tutti: il merito è principalmente dei 16.068 cittadini che hanno firmato le petizioni, ma anche delle associazioni Paeseambiente di Paese e Amica Terra di Gaiarine, delle amministrazioni comunali, dei Circoli Pd di Paese e Gaiarine, degli otto sindaci del circondario di Paese. E, modestamente, è una soddisfazione anche per il sottoscritto, che ha promosso interrogazioni alla Giunta, progetti di legge, conferenze e accessi agli atti. L’unione ha fatto la forza: tutti insieme per salvaguardare la salute dei cittadini e tutelare un ambiente già molto inquinato e martoriato. Il traguardo è stato raggiunto, adesso possiamo brindare”.

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